Dalle staminali la trachea biotech: Hannah ora può respirare



Hannah non aveva la trachea. Un'equipe internazionale di chirurghi gliene ha impiantata una ottenuta con cellule staminali e la piccola sudcoreana, appena due anni, ce la farà. Si tratta del primo intervento di questo tipo a livello mondiale su un bimbo.
Hannah, è nata senza trachea e i medici hanno potuto ''fabbricare'' un organo sostitutivo utilizzando cellule staminali prelevate dal suo midollo osseo e poi coltivate in una provetta di plastica. Le cellule hanno dato origine a una nuova trachea in meno di una settimana.
Un intervento simile era stato tentato con successo l'anno scorso, in Svezia: il paziente era un malato terminale di cancro, Andemariam Beyene, ingegnere di origine eritrea. Il gruppo di medici del Karolinska Institutet di Stoccolma, guidato dall'italiano Paolo Macchiarini, aveva sostituito la parte malata con un organo costruito in laboratorio con lo stesso metodo utilizzato per Hannah.
Lo stesso Macchiarini ha perfezionato la tecnica con la quale viene ricostruito l'organo: la trachea costruita in laboratorio è prodotta a partire dalle cellule staminali del paziente, evitando il rischio del rigetto e il robusto riscorso a farmaci immunosoppressori. L'intervento, svolto con l'equipe il 9 aprile, è durato nove ore: Hannah ora sta bene, a parte qualche piccola complicazione post operatoria.
"La cosa più sorprendente, che per una bambina è un miracolo, è che questo trapianto ha salvato non solo la sua vita, ma alla fine le consentirà di mangiare, bere e deglutire, anche parlare, proprio come qualsiasi altro bambino normale", ha detto Macchiarini dopo l'intervento. "Hannah passerà dall'essere un prigioniero virtuale in un letto d'ospedale a correre e giocare con la sorella e potrà godere di una vita normale, che è una bella cosa".
Hannah si sta ancora riprendendo in ospedale con il supporto di pneumologi, terapisti respiratori e logopedisti al Ospedale Pediatrico dell'Illinois.
"Le parole non possono esprimere il nostro ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito a rendere questo sogno una realtà", ha detto il canadese Darryl Warren,  accompagnato negli Stati Uniti dalla moglie coreana, Young-Mi, e la loro figlia di 4 anni, Dana.

Fonte RaiNews24

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