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22 agosto 2011

Trimprob: lo scanner anticancro che rischia di sparire

(Il post è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale)


C'è chi ha annunciato che il cancro sarà sconfitto nel 2013: nell'attesa trepidante di quella data, profezie Maya permettendo, un'invenzione che va in questa direzione già c'è. Si chiama Trimprob ed è uno scanner in grado di riconoscere tutti i tipi di tumore ad uno stadio iniziale in 2 minuti e con un esame non invasivo né doloroso.

Una scoperta sensazionale che potrebbe cambiare il corso della storia della medicina (senza esagerazione!). Il suo inventore, il dott. Clarbruno Vedruccio, deve però difendere a suon di dollari il brevetto in tutti i paesi, rischiando costantemente di rimanere sul lastrico. La vicenda del Trimprob è un perfetto esempio di come la ricerca medica sia ormai una branca dell'economia e del marketing farmaceutico.

Se non ne avete mai sentito parlare di questo ricercatore che lavora per Galileo Avionica, controllata da Finmeccanica, non è colpa vostra: se ne sa poco o nulla, ancora meno se guardate solo i telegiornali (specie alcuni!) per informarvi. La notizia, infatti, sarebbe clamorosa: questa apparecchiatura diagnostica in grado di agevolare la lotta contro il cancro non è più finanziata dagli enti statali che tutelano la salute.

Le analogie con il famoso caso Di Bella non sono molte, ma tutte a livello istituzionale e politico: anche in quel caso, il governo non fece nulla per dar vita ad una sperimentazione chiara ed efficace, alimentando solo vaghe speranze e caos negli ospedali (ricordate le file per la somatostatina?). Allora il metodo contro i tumori dell'aziano professore venne osteggiato pure da esimi suoi colleghi, mentre questa volta la comunità scientifica è dalla parte di Vedruccio e del Trimprob (foto).

Tra i sostenitori vi è anche l'oncologo Umberto Veronesi e tante altre personalità della scienza e della medicina mondiale. Tuttavia, se non si troveranno i fondi, presto Vedruccio dovrà abbandonare il suo lavoro rinunciando al brevetto o vendendolo al miglior offerente: una scoperta italiana che andrà ad arricchire stati e case farmeceutiche estere!

C'è chi sostiene che gli industriali del farmaco non siano interessati a tutto ciò che è prevenzione, avendo necessità di vendere medicine e, in un certo senso, guadagnando grazie alle malattie. E' un'opinione diffusa, ma non si hanno prove. Si sa soltanto che, dal punto di vista della diffusione, il Trimprob è presente soltanto in 50 strutture ospedaliere in Italia, molte meno che negli ospedali esteri che lo hanno adottato.

Quanti soldi servono per comprare questo bodyscanner anticancro? Quasi 50.000 €. Così sembrano tanti, ma per comprare una TAC ce ne vuole un milione e mezzo, per una PET 2 milioni e per una macchina per la risonanza magnetica ben 3 milioni o più.

La Galileo Avionica del Gruppo Finmeccanica ha deciso di non produrre più il dispositivo per ragioni commerciali. E' un suo diritto e non lo discutiamo. Tuttavia il ministro dell'economia è azionista al 33% di Finmeccanica e potrebbe far valere questa posizione per il bene comune. Sempre che il bene comune interessi ancora a qualcuno...

Fonte: Testa di Cavolo (Luigi) / CC BY-NC-ND 3.0

Il Video Clarbruno Vedruccio - La macchina che vede i tumori


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1 commento:

Ambra ha detto...

Purtroppo la tua frase finale è sconsolata, ma giustificata.
Non sapevo nulla di questo apparecchio. Non posso credere che non se ne parli. Si potrebbe pensare che le case farmaceutiche non vogliano sconfiggere il cancro, altrimenti perderebbero gli incassi dei vari medicinali anti-cancro.
La logica imperante è sempre quella del business. Poveri noi.