Niente Barriere sara'in manutenzione per qualche giorno, ci scusiamo per eventuali disagi.

06 maggio 2010

Stop alle trivellazioni selvagge nel Mediterraneo



Nei giorni scorsi alcune Organizzazioni Ambientali come Greenpeace, i Verdi e Marevivo hanno lanciato l'allarme su una possibile futura "marea nera" nelle acque del Mediterraneo, che potrebbe portare ad un disastro ambientale catastrofico, per intenderci, come quella che sta interessando le coste della Luisiana.

Le continue concessioni date a Società dedite alla ricerca ed all'estrazione del petrolio, secondo questi enti ambientalistici, stà già modificando e di molto il fragile ecosistema marino del Mediterraneo, specie nell'Adriatico, e la recente spiaggiagione di sette capodogli sulle coste del Gargano, sta avvalorando questa tesi. Da parte sua il Governo e il in particolare il CNR hanno smentito quanto riportato sopra, sostenendo che nel Mediterraneo sono poche le piattaforme petrolifere, mentre sono in numero maggiore quelle dedite alla ricerca e all'estrazione di gas naturali.

Una delle Regioni maggiormente interessate allo sfruttamento indiscriminato delle proprie risorse naturali è l'Abruzzo. Una terra martoriata dal terremoto dove malgrado l'emergenza umanitaria ancora presente, non si è fermata, anzi si è rafforzata, la speculazione ambientale di gente senza scupoli che pur di fare una montagna di soldi, se ne infischiano sia della salvaguardia dell'ambiente e sia delle popolazioni che vivono nei pressi dei siti interessati all'estrazione del petrolio. Al riguardo vi invito a visitare il Blog No all'Abruzzo petrolizzato dalla California.


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7 commenti:

Maraptica ha detto...

...e io ci vivo. E soffro. E odio.

Niente Barriere ha detto...

In Sardegna niente petrolio ma hanno incominciato a saccheggiare energia dal vento (in modo scellerato) e prossimamente chissà col fotovoltaico. Naturalmente sulle spalle e sul portafoglio dei cittadini.
Del nucleare non ne parliamo ... in questo post;(

nonno - enio ha detto...

sembra che l'Abruzzo sia il posto più ricco di petrolio d'Italia e ogni giorno ci sono richieste di poter trivellare sia sulla terra che in mare, da non crederci, ogni giorno! Comitati di cittadini di Ortona e di altre città rivierasche si battono come leoni contro l'ENI. Riusciranno i nostri "eroi" a spuntarla ? è una lotta all'ultimo sangue e molti, sanno già come andrà a finire... speriamo solo che non ci impiantino anche una centrale nucleare come va dicendo da alcuni giorn iDi Pietro...

Maraptica ha detto...

Io ho paura per Ortona, gli stanno alle calcagne come un leone ad una gazzella... E poi no Niente Barriere, non parliamo del nucleare, non ne ho la forza!

Matteo ha detto...

Io penso che non ci sia bisogno di commenti. Non mi stupisce con questo governo che accadano certe cose.

Matteo ha detto...

Ho visto un servizio al tg3 regionale in merito alla questione. Pure il presidente della provincia di Chieti è contro (anche se per altri motivi). Comunque se ne parla con grande ignoranza di queste cose. Da quando studio la natura vedo tutto con ochi diversi

Niente Barriere ha detto...

In passato mi è capitato di leggere che a volte l'estrazione e la ricerca del petrolio potrebbe causare dei terremoti. Al riguardo ho appena trovato una cosa molto interessante che mi piacerebbe che voi abitanti dell'abruzzo commentiate:
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C'è anche chi dice che le trivellazioni del terreno a scopo di ricerca mineraria possono spesso causare i terremoti.
In abruzzo da qualche mese sta montando la protesta costituita da ricercatori scientifici e semplici cittadini che intendono lottare contro i progetti delle compagnie energetiche, Eni in prima fila, che produranno perforazioni e deturpamento nell'ambiente naturale abruzzese.
Parlando con un amico che ha lavorato a lungo con i petrolieri, mi ha spiegato che uno dei problemi principali che sorgono quando si tratta di scavare nuovi pozzi è quello del rischio terremoti, in quanto le trivellazioni possono facilmente sfondare camere sotterranee ricche di gas che poi si disperde nelle vene della terra e crea scompensi geologici.

Qua c'è un video di un ricercatrice abruzzese, Maria Rita D'Orsogna, che lavora in America ma tiene particolarmente a cuore la sua terra d'origine e sta cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica per rifiutare i progetti dell'Eni:
Il video su http://www.youtube.com/watch?v=hloo9ya04hw

fonte http://poteriocculti.mastertopforum.biz/printview.php?t=655&start=0
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Da qui si evince che il petrolio che c'è in abruzzo è di qualità scadente e può risultare anche pericoloso per la popolazione ...insomma di male in peggio!! Non vi invidio ;(