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10 marzo 2010

Istat i numeri che condannano l'Italia

Buongiorno a tutti. Recentemente è uscita una ricerca dell'Istat dove si evince che ben 1 italiano su 4 non si interessa sull'attuale situazione politica italiana. Addirittura 1 su 3 non ne parla mai. Vediamo in dettaglio la situazione:

Il 23,3% della popolazione italiana di 14 anni e più non si informa mai di politica: si tratta, in valori assoluti, di quasi 4 milioni di uomini e di 7 milioni 847 mila donne. Il dato allarmante è stato diffuso stamane dall'Istat nel rapporto 'La partecipazione politica: differenze di genere e territoriali'. L'Istituto di statistica certifica anche che il 60,7% delle persone di 14 anni e più si informa almeno una volta a settimana e il 35,9% ogni giorno. Parla di politica almeno una volta a settimana il 39,4%, ne parla solo occasionalmente il 26,2%, mentre non ne parla mai il 31,9%. Ci si informa, dunque, di politica più di quanto se ne parli. L'ascolto di dibattiti politici è meno diffuso e coinvolge il 23,6% della popolazione: solo 12 milioni di persone dichiarano, infatti, di aver ascoltato dibattiti politici almeno una volta nell'anno.

Circa due terzi di chi non si informa di politica (66,4%) sono motivati dal disinteresse, un quarto (24,8%) dalla sfiducia nella politica. Il 13,8% considera la politica troppo complicata e il 6,2% non ha tempo da dedicarvi. A sostenerlo è l'Istat nella rilevazione, diffusa stamane, sulla partecipazione politica. Le donne esprimono più degli uomini, tra le motivazioni, il disinteresse e il linguaggio troppo complicato; gli uomini più delle donne il non aver tempo e la sfiducia nella politica. La mancanza di interesse è particolarmente diffusa tra i giovani fino a 24 anni (oltre il 72%) indifferentemente tra maschi e femmine, mentre la sfiducia nella politica è crescente con l'età e raggiunge il massimo tra i 60-64 anni. La mancanza di fiducia è relativamente più diffusa tra gli occupati (30,7%), specie se impiegati (38,6%) o operai (28,1%). Anche al crescere del titolo di studio aumenta la rilevanza della sfiducia e della mancanza di tempo (rispettivamente 30% e 11,5% tra i laureati), mentre il disinteresse ha un andamento opposto (è indicato dal 65,5% dei laureati e dal 67,7% di chi ha al massimo la licenza elementare). Tra laureati e diplomati i comportamenti maschili e femminili tendono a divenire meno divergenti, anche se il ritenere la politica argomento troppo complicato tra laureate e diplomate ha una rilevanza superiore che negli uomini. Lo studio testimonia poi che il disinteresse per la politica è più diffuso al Sud. Quasi un terzo della popolazione non si informa di politica e il 71,9% non lo fa per mancanza di interesse. Oltre un quarto dichiara di non informarsi per mancanza di fiducia. Questa argomentazione riguarda anche il 26% delle persone che non si informano di politica nel Nord-est. Il 73% delle donne del Sud non si informa di politica per mancanza di interesse e il 24,8% per sfiducia. La sfiducia verso la politica ha, comunque, un discreto rilievo anche tra le donne del Nord-est che non si informano di politica (26,4%), raggiungendo la quota massima tra le donne dell'Emilia-Romagna. Infine, la ricerca testimonia come sia la televisione è il canale di informazione che in assoluto viene utilizzato di più (93,5%). Seguono i quotidiani (49,9%), la radio (31,2%), le discussioni con amici (24,9%), con parenti (18,8%) e con i colleghi di lavoro (15,4%), la lettura di settimanali (11,3%), i conoscenti (10,4%), altre riviste non settimanali (3,6%) e altri canali (2,8%). Il ricorso a organizzazioni politiche (1,8%) e sindacali (1,7%) si colloca in fondo alla graduatoria.

fonte: Ansa
Disinteresse e sfiducia, nella situazione politica attuale la fanno da padrone, di contro va detto che gli italiani quando si tratta di andare a votare sono abbastanza propensi a farlo (nel 2008 l'80,4%).
Secondo voi è inutile che in Internet tanti siti e Blog, come questo, parlano spesso di politica denunciando il degrado e malaffare italiano?

Immagine melma.it

2 commenti:

@enio ha detto...

quando si tratta di votare e cioè di affidare le sorti dell'Italia in mani sicure (almeno che non le faccia fare la fine di Grecia e Spagna)l'italiano sa chi votare. Una dimostrazione è che nonostante i "grillo" parlanti si riesce a discernere chi fa qualcosa da chi dice che farebbe qualcosa... magari caricarci di tasse... mi ricordo prodi, mi ha fatto pagare persino l'entrata in Europa e il passaggio all'Euro che ha dimezzato il potere d'acquisto della mia pensione!

Niente Barriere ha detto...

Io invece penso che gli italiani siano quasi totalmente ignoranti in politicia e vanno a simpatia.. i dati son chiari, non seguono proprio la politica. Vanno a votare per la mania di essere pro o contro a qualcuno anche se non sanno niente di quello che votano..
Mi piacerebbe sapere di qualche inchiesta che riguardasse i giovani (dai 14 ai 35 anni) sono sicuro che le cose potrebbero ribaltarsi.
Infine l'Italia è aimè un paese di anziani non dimentichiamolo mai, dovremo quanto prima dichiare bancarotta e fare come hanno fatto in islanda, ci ho scritto un post oggi, vi invito a leggerlo
http://raimondoorru.blogspot.com/2010/03/un-referendum-per-il-default.html