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11 maggio 2012

La fine dei "Blogger Clandestini"

Oggi finalmente riportiamo una buona notizia: una vittoria della Rete e di noi Blogger in particolare. Infatti, la Corte di Cassazione ha per fortuna assolto nel terzo grado di giudizio, il Blogger e Giornalista Carlo Ruta. Egli era accusato dell'incredibile reato di “stampa clandestina”. Di Carlo Ruta, Niente Barriere ne parlò già nel 2008, quando scoppiò questa incredibile vicenda. Ecco alcuni passi del post di allora, intitolato BLOG STAMPA CLANDESTINA!?!
carlo ruta
Carlo Ruta è il protagonista di una faccenda che ha davvero l'aggettivo di grottesco. Il suo blog (http://www.accadeinsicilia.net/) 4 anni fa è stato chiuso a causa di una denuncia per diffamazione. Carlo non si è dato per vinto e ha trasferito tutti i contenuti del sito su un server americano e ha fondato un nuovo sito (http://www.leinchieste.com/prima_pagina.html), sempre su server "Made in USA", dove continua le sue battaglie contro il malaffare della sua terra natìa: la Sicilia.
Tutto questo non deve esser piaciuto alle persone a cui ha pestato i calli e incredibilmente lo scorso 8 maggio, il Tribunale di Modica, lo ha condannato per il reato di «stampa clandestina», ovvero per non aver registrato in Tribunale e in Italia il suo Blog!
«E’ la prima volta in Europa che un blogger viene condannato per stampa clandestina, un reato penale, retaggio del fascismo, che punisce con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 250 “chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall’art.5”. Ricevo solidarietà perchè tutti i blog sono a rischio» commenta Ruta, che è da anni, lui e tutta la sua famiglia sono oggetto di minacce mafiose.
«Gulag Sicilia», il titolo del suo libro sull’omicidio di Giovanni Falcone edito da Rubbettino, ha ricevuto 25 denunce per diffamazione ma come lui stesso dichiara: «ho vinto quasi sempre perchè ero ben documentato, sebbene le procure di Modica, Ragusa, Messina e Catania in questi anni abbiano fatto di tutto per screditarmi».
La condanna di Carlo Ruta ripropone dunque con prepotenza, la questione della libertà di espressione e dell'obbligatorietà della registrazione in tribunale dei blog, in quanto considerati stampa di informazione. 
Dunque i blog non registrati in tribunale potranno continuare a vivere senza che li si debba additare come clandestini. Ricordo infine che se i Giudici della Cassazione non avessero assolto Carlo, sarebbe inevitabilmente successo che tantissimi blog (fiutando il grave pericolo) avrebbero chiuso. Per oggi godiamoci questa vittoria ma vigiliamo per la prossima battaglia. I nemici della libertà d'informazione e della Rete non mancano di certo.

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