11 maggio 2012

"Porte chiuse" per i disabili in cliniche e ospedali

Il Codacons presenta un esposto alla Procura della Repubblica di Catania. 

Niente scivoli per i disabili, ed enormi difficoltà dei portatori di handicap per entrare in ospedali pubblici e nelle case di cura private. A Catania il Codacons ha dichiarato guerra alle barriere architettoniche: ostacoli insormontabili come gli scalini, barriere per usare spazi ed attrezzature, mancanza di segnalazioni per sordi e non vedenti.
Dopo le numerose segnalazioni pervenute, il Codacons ha presentato un esposto alla Procura ella Repubblica in merito alla mancata rimozione delle barriere architettoniche negli ospedali e nelle cliniche private. Sono infatti numerose le strutture sanitarie pubbliche e private rispetto alle quali diversi pazienti hanno segnalato presso le sedi Codacons la presenza di barriere architettoniche costituenti ostacoli insormontabili per i degenti disabili, e l'assoluta carenza di strumenti idonei ad agevolare l'accesso dei portatori di handicap agli ospedali ed alle cliniche private.
La normativa, precisa una nota dell'Ufficio Legale Regionale del Codacons, prevede espressamente l'obbligo per le strutture sanitarie di rimuovere le barriere architettoniche che impediscono, limitano o rendono difficoltoso l'accesso e/o la mobilità di persone con una limitata capacità motoria. In particolare la Legge n. 41 del 1986 (Legge Finanziaria del 1986) impone agli Enti Locali territoriali, allo Stato, agli Uffici periferici dello Stato, agli Enti Pubblici, di dotarsi di un piano per l'abbattimento delle barriere architettoniche e di destinare a tal fine una quota annuale del bilancio d'esercizio. Il Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici n. 236 del 1989 contiene le prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche. In particolare, all'art. 3 il suddetto decreto statuisce che l'accessibilità agli edifici deve essere garantita per quanto riguarda: a) gli spazi esterni; il requisito si considera soddisfatto se esiste almeno un percorso agevolmente fruibile anche da parte di persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali; b) le parti comuni. Inoltre il Decreto del Presidente della Repubblica n. 503/96 definisce le "barriere architettoniche" stabilendo che: per barriere architettoniche si intendono: a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa, hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o temporanea; b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti; c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono l'orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli ipovedenti e per i sordi.
Più recentemente il Decreto 17 giugno 2002 dell'Assessorato alla Sanità della Regione Siciliana individua, conformemente alla normativa nazionale, i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private, definendo i requisiti minimi per le autorizzazioni e l'accreditamento delle strutture sanitarie. Il Decreto contiene le regole che consentono di riconoscere il possesso da parte della struttura sanitaria di prescritti specifici requisiti (standard di qualificazione), essenziali all'espletamento delle funzioni cui lo stesso organismo (ospedale, casa di cura, ecc.) è preposto. Nello stesso decreto si stabilisce che tutti i presidi, in relazione alla tipologia delle attività svolte, devono essere in possesso dei requisiti previsti dalle vigenti leggi in materia di: caratteristiche ambientali e di accessibilità solo per le nuove strutture; protezione antincendio; protezione acustica; […] eliminazione delle barriere architettoniche.
In ragione di quanto sopra il Codacons Sicilia chiede che presso ogni struttura sanitarie pubblica e privata si effettuino delle verifiche mirate a valutare la sussistenza dei requisiti di legge per il mantenimento dell'accreditamento regionale dell'organismo, facendo particolare attenzione all'esistenza presso la struttura di barriere architettoniche che impediscono, limitano o rendono difficoltosa l'accesso e/o la mobilità di persone con una limitata capacità motoria; il Codacons chiede l'applicazione delle sanzioni ai soggetti proposti ai controlli ed alle strutture stesse, anche per i danni arrecati ai portatori di handicap e la condanna dei responsabili alle sanzioni previste, ed anche all'immediata rimozione delle barriere architettoniche esistenti.
Allarme rosso anche per la carenza di infermieri in uno degli ospedali cittadini, il Ferrarotto. L'unità operativa sotto accusa è quella di Cardiologia, rinomata in tutto il mondo. Lo denuncia il sindacato regionale infermieri Cni-Fsi: "Il livello qualitativo dell'assistenza - spiega il sindacalista Calogero Coniglio - non può essere garantito se un infermiere si trova costretto a coprire due turni al giorno invece che uno, causato da un organico infermieristico insufficiente, non in grado di assicurare i turni di servizio. Questo malessere che si nasconde dentro le mura dell'ospedale cittadino, tra il personale infermieristico turnista che si sente completamente abbandonato, provoca grande preoccupazione". Per il sindacato, gli infermieri usano i rientri in servizio comprendo i turni scoperti durante le assenze. Chi va in pensione non viene sostituito, e nessuno copre maternità e malattie lunghe. Tutti rinunciano alle ferie, e nessuno fa più i riposi.

[Informazioni tratte da Codacons.it, Italpress - Corriere del Mezzogiorno]

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito

1 commento:

Ernest ha detto...

è una società che mi disgusta sempre di più

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