In Svezia l’inaccessibilità viene equiparata a discriminazione

foto airmar.it
In Svezia una nuova legge equipara l’inaccessibilità a discriminazione: la presenza di barriere architettoniche “fisiche” e di ostacoli di altro genere nei confronti dei disabili viene considerata come discriminatoria. Secondo un nuovo proposta di legge, presentato dal ministro per l’Integrazione svedese, Erik Ullenhag, l’inaccessibilità viene considerata come discriminazione e viene proibita. Se un disabile svedese si sente escluso dalla società può fare causa e denunciare la discriminazione.
Ogni qualvolta i diritti del disabili verranno meno, ci sarà la possibilità di appellarsi alla giustizia: così facendo, secondo il ministro Ullenhag, qualsiasi persona potrà vedere che l’inaccessibilità ha un costo economico ed è “fuori legge” in Svezia.

Il divieto si applica in tutti i settori della società inclusi educazione, salute, accesso ai servizi e al mondo del lavoro. L’accesso al mondo del lavoro, come sottolineato dal ministro, è spesso difficile per i disabili e questo nuovo divieto porterà sicuramente a un avvicinamento verso la soluzione del problema.
Ma come funzionerà il divieto in Svezia? Il ministro ha spiegato che una società grande come McDonalds avrà maggiori requisiti rispetto ad una più piccola perché ha a disposizione maggiori risorse e fondi per evitare l’inaccessibilità. Nel caso in cui una società non rispetti i parametri non verrà comunque inviata in bancarotta, se una società non riesce a sistemare una rampa perché non è effettivamente possibile farlo, la società non verrà multata perché non c’è condizione di discriminazione.
Le misure da prendere per edifici e società sono semplici e sono contenute in una precedente legge svedese. Può essere una rampa, l’organizzazione dell’interno dei negozi per creare lo spazio per entrare e muoversi con una sedia a rotelle, avere informazioni e aule scolastiche accessibili a tutti. Le compagnie che hanno nel loro organico meno di dieci persone sono esenti da questa norma perché non hanno i mezzi economici per affrontare spese del genere.
Preparando il nuovo testo di legge, in Svezia si sono ispirati a norme simili esistenti in altri Paesi: Francia, Australia, Norvegia, USA e Gran Bretagna. In questi Paesi si è anche evitato il costo eccessivo per mettere in atto le misure contenute nelle varie norme e si è registrato un considerevole aumento dell’accessibilità e di soddisfazione degli utenti.
L’Ombudsman della Discriminazione (OD, il difensore civico che si occupa di discriminazione) sarà l’autorità responsabile per la legge: le persone possono presentare i casi all’OD personalmente o chiedere aiuto alle autorità, non ci sarà bisogno di nuove risorse economiche. Pare che il nuovo progetto di legge svedese sarà approvato, anche se qualcuno nel Paese si è opposto.

A cura di Chiara Laganà

Fonte e Articolo Completo su: ENIL.EU
Visto su www.fondazioneserono.org/

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