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09 maggio 2013

Petrolio, Gas, Geotermico e Fracking, l'INGV comunica che ....

In questi giorni in questo Blog abbiamo dato spazio alle novità in campo energetico che stanno interessando l'Italia. Come vedrete non c'è da star sereni. Abbiamo visto che tra l'abbondanza di parchi fotovoltaici, parchi eolici (che in Italia iniziano ad abbondare), pozzi per accaparrarsi gas naturale e petrolio, in questi ultimi tempi si sono avviate numerose e, a nostro parere, pericolose sperimentazioni geotermiche e geofisiche che stanno allarmando, non poco, le popolazioni delle aree interessate dalla ricerca.
Abbiamo visto che le trivelle sono pronte a sbriciolare la crosta terreste in cerca del calore della Terra e solo in Sardegna negli ultimi tempi sono state concesse nove sperimentazioni (ben sette geotermiche) che rischiano di deturpare ed inquinare pesantemente e per sempre dei territori considerati da tutti dei veri paradisi naturali; togliendo tra l'altro proprio a quei territori risorse tra le poche rimaste: il turismo.  Questo comporterebbe, nel caso della Sardegna, il colpo di grazia ad una economia arrivata oramai al collasso.
Quello che preoccupa maggiormente le popolazioni interessate è che le trivelle e tutto l'apparato di produzione dell'energia geotermica che si porta dietro, possano danneggiare anche, irremediabilmente, gli equilibri millenari della crosta terreste della Sardegna (considerata dagli esperti zona non sismica).
Qui entra in scena il fantomatico e tristemente noto "Francking". Il francking, proibito in Francia e visto sempre più male dagli esperti del settore, ufficialmente potenzialmente pericoloso, sta diventando lo spauracchio di tutti i sardi e di tutti gli italiani.
La paura nient'affatto che nascosta, è che possa accadere quello che recentemente si è scoperto in America, dove un disastroso terremoto in Oklahoma (magnitudo 5.7) è stato ufficialmente imputato alle attività petrolifere fatte in quella zona.
Sia chiaro che nessuno vuole creare allarmismo ingiustificato o vuole speculare sui progetti in corso (tralasciamo le tante opinioni che circolano sui terremoti dell'Emilia e su L'Aquila in Rete), ma quello che stanno compiendo a nostro parere è solo una chiara ed evidente speculazione (ma possiamo chiamarlo l'ennesimo scippo), che vede protagonisti la politica e le principali aziende (multinazionali) dell'energia, queste ultime interessate a fare solo gli interessi propri e schierate ancora una volta ai danni dei cittadini e della natura. 
Perchè tutto questo? Il fine come al solito è quella montagna di profitti, di denaro, che ruota intorno al mondo dell'energia. A farne le spese di questa scelta saranno come al solito i cittadini delle zone interessate, i quali in un sol colpo avranno il loro territorio impoverito, imbruttito ma soprattutto inquinato (per scaramanzia non parliamo di malattie ed eventualmente terremoti catastrofici).
Oramai alle favole non ci crediamo più e sappiamo bene che gli Italiani e le aziende presenti sul territorio continueranno a pagare un prezzo altissimo per usufruire dell'energia elettrica. Al contrario i lor signori troveranno il modo di spartirsi "equamente" gli utili, lasciando ai cittadini come hanno sempre fatto i debiti riscontrati. Nell'attesa ...di una prossima puntata in cui cercheranno ancora una volta di far rientrare la gallina dalle uova d'oro (per loro): il nucleare, in barba ai due referendum.
Ma torniamo al geotermico. Chi vi parla non ha diplomi per dimostrare le proprie tesi, per questo mi affido ancora una volta a degli esperti. Vediamo dunque cosa ne pensano della geotermia (e del francking) quelli dell'istituto nazionale della geofisica e vulcanologia. Sarà pericolosa? Leggete quanto riportato sotto e tirate le vostre conclusioni.

"Uno studio scientifico propone un metodo per il monitoraggio del rischio derivante dalla sismicità indotta dallo sfruttamento geotermico del sottosuolo"


16/01/2013
L'esplorazione del sottosuolo finalizzata alla produzione di energia tramite lo sfruttamento del calore interno della terra (l'energia geotermica), ha comportato in alcuni casi un aumento del rischio sismico. Infatti, nel corso di operazioni relative al pompaggio o all'estrazione di fluidi geotermali sotterranei, si sono verificati terremoti medio-piccoli.
Uno studio condotto da Vincenzo Convertito, Nils Maercklin, Nitin Sharma e Aldo Zollo e pubblicato su Bulletin of the Seismological Society of America, esamina questi problemi relativi a un campo geotermico noto come "The Geysers", localizzato nel nord della California e sfruttato sin dagli anni '60.
In questo campo i fluidi del serbatoio principale raggiungono una temperatura di 235°C e sono intrappolati sotto uno strato impermeabile di roccia tra uno e tre chilometri di profondità. Come riportato da studi precedenti, si è notato che quando iniziò l'estrazione del fluido geotermico per creare elettricità, la cosiddetta sismicità indotta aumentò sensibilmente, crescendo di pari passo con l'intensificarsi dello sfruttamento. Recentemente, nel periodo di Aprile 2007 - Ottobre 2010, sono stati registrati ben sette terremoti, in questa area, di magnitudo uguale e superiore a quattro.
Lo studio condotto dai ricercatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dall'Università di Napoli, fornisce uno strumento che permette di valutare gli effetti della sismicità indotta dallo sfruttamento geotermico e di valutare come la pericolosità vari nel tempo in funzione delle attività industriali, quali iniezioni o emungimento di fluidi. La tecnica proposta nello studio si basa sull'analisi in continuo, nel tempo e nello spazio, dei parametri utilizzati per la valutazione della pericolosità sismica. Nello studio si evidenzia infatti come la variazione di uno o più parametri possa portare ad una variazione sia della probabilità di avere eventi potenzialmente più dannosi che della pericolosità sismica, richiedendo quindi agli operatori una ri-calibrazione delle operazioni di campo. La tecnica permetterà di studiare la sismicità indotta, oltre che nel caso dello sfruttamento delle aree geotermiche, anche relativamente all'estrazione di idrocarburi e all'immagazzinamento di anidride carbonica.

Ufficio Stampa INGV
http://www.ingv.it/ufficio-stampa/stampa-e-comunicazione/archivio-comunicati-stampa/comunicati-stampa-2013/uno-studio-scientifico-propone-un-metodo-per-il-monitoraggio-del-rischio-derivante-dalla-sismicita-indotta-dallo-sfruttamento-geotermico-del-sottosuolo

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