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10 agosto 2011

Famiglie, disabili e anziani: secco no ai tagli


Preoccupazione per i piani anticrisi dell’esecutivo: «Basta colpire i più deboli»

ROMA - Famiglie, disabili, anziani non sono più disposti a far parte della fetta più consistente del risanamento pubblico. Dicono un netto no ad altri tagli, sono molto preoccupati per le misure anticrisi che sta mettendo a punto il governo. Vedrebbero con piacere l’introduzione della patrimoniale e delle tasse sulle rendite finanziarie. Del resto, di più le “categorie deboli” non possono fare - fanno sapere alla vigilia dell’incontro a Palazzo Chigi fra le parti sociali - il sistema di welfare è già compromesso, serve più equità. E priorità restano la lotta all’evasione fiscale e ai tagli della politica. «Bisogna far presto» dice Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, che oggi siederà al tavolo delle parti sociali. Lì «rilancerò il quoziente famiglia. Su questo c’è già un impegno, chiedo che venga onorato. È giusto che ora a pagare siano coloro che non hanno figli a vantaggio delle famiglie con figli. Poi bisogna lavorare sui redditi più alti, va bene quindi a qualche forma di patrimoniale come anche a tassare le rendite. Le famiglie sono disponibili a fare la loro parte per salvare il Paese ma - osserva - pretendono una redistribuzione dei carichi. Interventi sui costi della politica sono prioritari per la credibilità». Il presidente della Federazione italiana superamento handicap, Pietro Barbieri, si dice «estremamente preoccupato», la categoria è in mobilitazione. «Da ciò che leggiamo sui giornali, nessuno ci ha contattato, capisco che quel poco di welfare che abbiamo sarà terreno di conquista».
Dopo i tagli agli enti locali, i disabili vivono già in grandi difficoltà: «Il rischio è il necessario ricorso al privato ma solo per chi può. Per gli altri, c’è l’istituzionalizzazione con costi non leggeri». Qualche risparmio si può avere intervenendo sulle agevolazioni fiscali ma assolutamente no a modificare l’ accompagno che «è uno strumento indispensabile per l’ inclusione sociale». A segnalare l’allarmante condizione delle donne è la presidente di Telefono Rosa, Maria Gabriella Moscatelli, che è d’accordo all’innalzamento dell’età pensionabile purché siano compensati da servizi concreti. «Tutti i giorni vediamo un aggravamento del welfare. Alle donne - osserva - mancano lavoro e servizi, non hanno case a prezzi accessibili. La situazione è drammatica. Diciamo no ad interventi sui più deboli, vorrei che si capisse che siamo su un baratro. Vogliamo equità, va bene la patrimoniale. Mi auguro che si mantenga la calma, i fatti di Londra devono farci riflettere». Critiche per la mancata convocazione oggi dal Forum del terzo settore, le cui organizzazioni gestiscono sul territorio gran parte dei servizi sociali. Paolo Beni, uno dei coordinatori del Forum nonché presidente dell’Arci, giudica però positivamente «la tempestività» del governo. «Peccato - osserva - che non siamo considerati per il ruolo che abbiamo per la tenuta sociale del Paese».

Fonte Corriere Canadese

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