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24 agosto 2011

Setta teneva prigioniera e in schiavitù un'invalida


Brescia, liberata invalida al 100% prigioniera e schiava di una setta. Blitz dei carabinieri nella sede dell'associazione 'Sergio Minelli' che faceva capo alla "santona"' Ersilia Tanghetti. La vittima era costretta a lavorare con turni che si protraevano per oltre 15 ore.

Una decina di carabinieri, con il pm Ambrogio Cassiani, hanno eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti della cosiddetta 'santona' Ersilia Tanghetti e di altre 11 persone, appartenenti all'associazione 'Sergio Minelli', accusate di associazione per delinquere finalizzata al maltrattamento di bambini, riduzione e mantenimento in  stato di schiavitù e sequestro di persona. Ersilia Tanghetti e altre 13 persone sono già imputate in un altro procedimento a Brescia per la loro attività in una comunità in cui sarebbero accaduti abusi e maltrattamenti da parte di una presunta setta con a capo la stessa donna.

A rendere nota l'operazione, oltre agli avvocati di parte civile, sono gli stessi inquirenti, i quali spiegano che la riduzione o mantenimento in schiavitù è motivata dal fatto che gli indagati avrebbero tenuto un'invalida al 100 per cento, E.S., "in uno stato di soggezione continuativa cagionandole uno stato di totale annichilimento mediante brutali punizioni corporali, fornendole per diversi anni false informazioni sulla vita all'esterno della comunità, facendole pressioni affinché non parlasse delle questioni interne alla comunità e costringendola a prestazioni lavorative non retribuite con orari di lavoro che si protraevano per oltre 15 ore".

I lavori sarebbero stati svolti in varie strutture riconducibili alla Tanghetti in provincia di Brescia (Caino, Manerba del Garda, Muscoline e Prevalle). Gli investigatori sostengono anche che sia stata "commissionata
una consulenza tecnica depositata davanti al giudice tutelare di Salò, in cui falsamente si affermava che la vittima era stata oggetto di abusi sessuali da parte del padre, così determinando il giudice a ritenere l'associazione 'Sergio Minelli' luogo idoneo in cui tenerla". La perquisizione, a cui hanno partecipato anche il consulente psicologo della Procura e la madre della persona offesa, si è conclusa con il trasferimento della donna in una località protetta.

23 agosto 2011

fonte milano repubblica

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