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27 febbraio 2012

Arborea, l'ictus fiacca il bimbo dei sorrisi. La Regione taglia i fondi: "Ha 65 anni"

STEFANO RIELLO CON LA MAMMA DI 102 ANNI 

La sfortuna di avere una tempra d'acciaio. Sindrome di Down, un ictus cinque anni fa, immobile a letto, collegato al bombolone dell'ossigeno, con il catetere, dopo una broncopolmonite arriva l'altra. E' però vivo e vegeto, con un'ostinazione che stringe il cuore, alla faccia delle statistiche e delle probabilità.

Qui nasce il problema: perché Stefano Riello da luglio scorso, dal giorno del suo sessantacinquesimo compleanno, ha fatto saltare il banco e le categorie. Ha una piccola pensione da invalido civile, meno di cinquemila euro. Godeva di un aiuto dalla Regione grazie alla legge che sostiene le invalidità più gravi (legge 162), uno degli esempi più saggi di società che si fa carico dei più deboli. Un sussidio di 14 mila euro, quel che serve per pagare la badante che si occupa di lui a tempo pieno. Peccato che, per le tabelle, gli over 65 siano fuori quota. Contributo ridotto a meno di un terzo. Tutti hanno capito l'iniquità, speso parole di comprensione, garantito l'interessamento. Poi silenzio. Nel frattempo l'eterno ragazzo, che continua a distribuire baci e qualche accenno di sorriso, ha superato infezioni e crisi respiratorie e quando il cuore ha iniziato a correre impazzito è riuscito a domarlo. Com'è ovvio: vietato chiedere per quanto altro tempo.

La versione integrale e originale di questo articolo è presente sul sito
http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/255248

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