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18 gennaio 2010

L'acqua è un bene comune

Chi segue Niente Barriere sa che più di una volta mi sono occupato di acqua. L'acqua è il bene più prezioso che ci sia in natura, non a caso viene anche definito l'Oro Bianco. Nel prossimo futuro le guerre saranno combattute per accaparrarsi preziose riserve di acqua. Inoltre noi esseri umani siamo fatti in gran parte di acqua. L'Italia è una delle nazioni occidentali che più fa uso di acqua minerale, venduta in bottiglia (ne beviamo quasi 190 litri a testa all'anno, in media.)





La rete idrica italiana è famosa per l'immenso quantitativo che viene sprecato ogni giorno. La politica afferma che per sanare tutti questi sprechi bisogna fare in modo che la gestione dell'acqua pubblica venga data in mano a privati. La privatizzazione dell'acqua in Italia è iniziata negli anni '90, e l'ultimo decreto sull'acqua porta la firma del Ministro Ronchi nel novembre 2009, e ha scatenato già un giro di affari mostruoso, che vede in prima linea il semplice cittadino, derubato di un bene comune, il quale che deve soltanto assistere impassibile e preoccuparsi di sborsare un mucchio di soldi, tra bollette e supermercato, per compensare "la sete di denaro" di questi avidi personaggi.

Pubblico il video e il testo dell'intervista (che ho trovato nel Blog di Beppe Grillo) di Paolo Carsetti, segretario del Forum italiano dei movimenti per l'acqua. Inoltre vi ricordo che il prossimo V3Day, organizzato dal Blog di Beppe Grillo, si svolgerà l'8 Maggio 2010 e avrà per tema proprio l'acqua. Lì si cercherà di sensibilizzare maggiormente gli Italiani, e si potranno raccogliere le firme per chiedere un Referendum che faccia tornare a tutti gli italiani, un bene di tutti, come l'acqua.

Io aderirò di sicuro e voi?


"Sono Paolo Carsetti, il segretario del Forum italiano dei movimenti per l’acqua, una rete di associazioni, comitati territoriali, organizzazioni sindacali, sta insieme dal 2006, perché conduce una battaglia rispetto alla gestione pubblica dell’acqua e intende far riconoscere un diritto umano universale.
Abbiamo iniziato redigendo una legge di iniziativa popolare, a fine 2006 e raccogliendo più di 400 mila firme. Ora la legge è in discussione in Parlamento e. visto il quadro parlamentare – istituzionale, non gode di grande sostegno da parte dei partiti presenti in Parlamento e giace in un cassetto. Abbiamo promosso la prima manifestazione per l’acqua pubblica in Italia, il primo dicembre 2007, a cui hanno partecipato più di 40 mila persone, ora stiamo conducendo campagne a livello nazionale tramite tutti i comitati territoriali, realtà associative e sociali, perché crediamo che questo sia l’unico modo per garantire un diritto e un servizio a tutta la popolazione.
In Italia il processo di privatizzazione del servizio idrico è iniziato da metà degli anni 90. Attraverso diversi provvedimenti legislativi si è andata affermando la gestione privata. Questo ha comportato diverse conseguenze sui cittadini, in primis c’è stato un aumento costante negli anni delle tariffe perché, oltre ai costi di gestione, il soggetto privato deve prevedere all’interno della tariffa, così come dice la legge, un profitto che noi come cittadini e utenti paghiamo al gestore. Quello che ci era stato raccontato, nel momento in cui si era avviato il processo di privatizzazione, era che lo Stato non poteva fare più fronte ai costi di gestione del servizio idrico, agli investimenti necessari per ristrutturare la rete idrica che ormai è vetusta e è definita un colabrodo e che dovevano intervenire soggetti privati perché solo loro potevano apportare i capitali necessari.
Quello che si sta registrando, e tutti i dati sono concordi sul fatto che all’inizio degli anni 90, gli investimenti annui erano pari a circa 2 miliardi di euro l’anno, oggi si registrano investimenti pari a circa 700 milioni di euro l’anno, ora abbiamo da una parte un innalzamento delle tariffe per garantire il profitto ai soggetti e ai gestori privati e dall’altra una diminuzione degli investimenti e anche della qualità del servizio.
C’è un altro fatto fondamentale rispetto al processo di privatizzazione, se io sono un soggetto privato e devo gestire un servizio, e quindi anche distribuire una risorsa, l’obiettivo che mi pongo sarà quello di aumentare la quantità di prodotto che vendo anno dopo anno, tant’è vero che in Italia i "piani di ambito" che sono i piani attraverso i quali si gestisce la risorsa idrica, prevedono nei prossimi anni un aumento dei consumi pari al 18% circa, ossia i gestori privati prevedono un aumento di quella che è la vendita del proprio prodotto. Questo credo sia assolutamente da scongiurare, anche perché i cambiamenti climatici, quello che è il riscaldamento globale ha come primo effetto e come prima conseguenza, proprio un aumento della scarsità della risorsa. Allora bisognerebbe approntare politiche di risparmio idrico, politiche di uso sostenibile della risorsa, questo, i soggetti privati, anche legittimamente rispetto a quella che è la propria "mission" imprenditoriale non lo possono garantire, lo può garantire esclusivamente una gestione attraverso enti pubblici, proprio perché il suo primo obiettivo è di garantire un servizio e un diritto a tutti, anche per le generazioni future, e di poter usufruire di identico patrimonio naturale.

Cosa può fare il cittadino per contrastare il processo di privatizzazione dell’acqua in Italia? Noi abbiamo messo in campo diverse campagne: una è quella di modifica degli statuti comunali e provinciali, proprio perché l’ultimo provvedimento approvato dal Governo a novembre 2009, fa riferimento alla privatizzazione dell’acqua, perché riconosce nel servizio idrico un servizio a rilevanza economica e quindi deve essere messo necessariamente sul mercato e sottostare alle leggi del mercato e della libera concorrenza. Noi riteniamo che il servizio idrico e quindi l’acqua non sia un bene di rilevanza economica, non sia un bene che debba sottostare alle leggi del mercato, ma vada garantito come un diritto di tutti, per questo i cittadini possono promuovere delle raccolte firme all’interno del territorio della propria Provincia e comune, per stimolare il Consiglio Comunale o il Consiglio Provinciale a approvare delle deliberazioni che modifichino lo Statuto comunale tramite l’inserite del riconoscimento del diritto umano all’acqua e tramite l’inserimento del riconoscimento del servizio idrico come servizio pubblico – locale privo di rilevanza economica. In questo modo l’ente locale, il Comune o Provincia può riappropriarsi della podestà decisionale, di come gestire il servizio idrico e quindi fuoriuscire dalla legislazione nazionale e questo è fondamentale proprio per mettere uno stop al processo di privatizzazione in Italia.
Abbiamo già lanciato e lo faremo anche nei prossimi giorni una manifestazione nazionale proprio in occasione della giornata mondiale dell’acqua che ogni anno cade il 22 marzo, il 20 marzo, il sabato precedente lanciamo una grande manifestazione per l’acqua pubblica e per la difesa dei beni comuni a Roma, cui chiamiamo anche a partecipare tutti quei movimenti, quelle realtà un po’ disilluse anche dal fallimento della Conferenza di Copenaghen, si stanno battendo rispetto al tema della giustizia climatica.
Contemporaneamente è stato lanciato da diverse forze politiche e anche il forum italiano dei movimenti per l’acqua crede di dover partecipare alla battaglia referendaria per abrogare tutte quelle norme che hanno consentito e garantiscono la privatizzazione dell’acqua in Italia, in primis l’ultimo Art. 15 del Decreto Ronchi approvato a novembre, ma anche tutte quelle leggi che hanno permesso l’ingresso dei privati e anche delle multinazionali nella gestione del servizio idrico in Italia in tutti questi anni.
Tutte le iniziative che il forum italiano movimenti per l’acqua mette in campo e ha messo in campo, potete trovarle sul sito del forum: www.acquabenecomune.org quotidianamente aggiornato, con la possibilità di raccolta firme rispetto agli Statuti comunali, insieme a quello che verrà da qui alla raccolta firme del referendum e alle iniziative per la manifestazione nazionale del 20 marzo."

Per Approfondire:

4 commenti:

calendula ha detto...

ho iniziato ad interessarmi al problema dell'acqua in maniera assolutamente anomala, sono una grande appassionata di 007, ho visto praticamente tutti i film tranne quelli con timoty dalton ( orrendi), quando è venuto fuori il nuovo 007 è stato amore a prima vista e sono corsa per tutti e due i film, non so se hai visto il secondo....quantum of solace, ma il film è tutto incentrato sul traffico dell'acqua, sono uscita dal cinema sconvolta, e da allora non ho fatto che pensare a questa cosa, chi controlla l'acqua controlla il mondo....

Niente Barriere ha detto...

vero calendula e lo sarà sempre di più :(

@enio ha detto...

e pensare che gli italiani so grandi bevitori di minerale c'è da sentirsi male!

Niente Barriere ha detto...

@enio ce anche da dire che non tutti gli italiani sono fortunati quando aprono il rubinetto di casa loro; comunque quella cifra grida allo scandalo soprattutto in posti dove il sottosuolo è ricco di falde acquifere buonissime e la gente riempie i carrelli al supermercato.
Impariamo a imbroccare l'acqua (buona) che scorre nei nostri italici rubinetti, anche al ristorante.