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12 novembre 2011

Sanita': in Italia medico fa rima con precario, in 10 anni raddoppiati

In Italia il medico fa sempre più rima con precario. In 10 anni, nel nostro Paese, il numero dei camici bianchi con contratti di lavoro a termine è più che raddoppiato: da 3.527 a 7.177. Praticamente una crescita del 100%. Una percentuale, tra l'altro, che per quanto riguarda le donne medico va moltiplicata per tre. Se nel 2001 i camici rosa precari erano 1.700, alla fine del 2010 se ne contavano già oltre 4 mila. E' quanto emerge dall'analisi elaborata dall'Adnkronos Salute, che tiene conto delle tabelle della Ragioneria dello Stato sul personale del Servizio sanitario nazionale con rapporto di lavoro flessibile. L'indagine - una fotografia sulla forza lavoro che si occupa del bene più prezioso: la salute dei cittadini - mette a confronto due prospetti del Conto annuale, quello del 2001 e quello del 2010.
Il paragone tra le due tabelle non lascia spazio a dubbi: dal 2001 al 2010 l'esercito dei camici bianchi a tempo determinato - ma vale anche per gli infermieri e fisioterapisti - è aumentato e di molto. Nel 2001 si contavano 3.527 medici (1.718 donne); 168 veterinari (62 donne); 1 odontoiatria. Alla fine del 2010, quindi dopo 10 anni, i numeri sono decisamente diversi. Per le stesse categorie professionali abbiamo: 7.177 medici (4.084 donne); 121 veterinari - unica categoria in calo - di cui 49 donne; 12 dentisti (4 donne).
Insomma, sul nuovo millennio soffia un vento di precarietà per i medici e per tutti coloro che si occupano della salute dei cittadini. Una brezza che non piace al segretario nazionale della Fp Cgil medici, Massimo Cozza, secondo il quale questo fenomeno è "il frutto amaro di una politica di tagli indiscriminati e di blocchi del turn over irresponsabili. Una situazione insostenibile per migliaia di professionisti che hanno una età media di circa 40 anni senza certezze per il loro futuro, con le donne medico ancora più colpite. Numeri allarmanti, ai quali andrebbero aggiunti i medici precari 'invisibili': con rapporti atipici non registrati come i gettoni a turno, che vedono proprio nei punti nevralgici dell'assistenza come il pronto soccorso la maggiore presenza". Roma, 11 nov. (Adnkronos Salute)

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