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23 giugno 2013

Bambini e disabilità. Ci convivono 93 milioni.


UNICEF Italia hA presentato il Rapporto "La Condizione dell'infanzia nel mondo 2013- Bambini e disabilità". Uno su 20 di quelli al di sotto dei 14 anni sono disabili in misura moderata o grave. Sono gli ultimi tra gli ultimi nei paesi ricchi, i più trascurati e vulnerabili. Circa 165 milioni di bambini sotto i cinque anni hanno un ritardo nella crescita o siano cronicamente malnutriti.


"Secondo la stima più diffusa circa 93 milioni di bambini - 1 su 20 di quelli al di sotto dei 14 anni - convivono con una disabilità moderata o grave. Nei Paesi in via di sviluppo i bambini con disabilità sono gli ultimi tra gli ultimi, i più trascurati e vulnerabili. Si stima che circa 165 milioni di bambini sotto i cinque anni abbiano un ritardo nella crescita o siano cronicamente malnutriti, vale a dire circa il 28% dei bambini sotto i cinque anni nei Paesi a basso e medio reddito. E' quanto viene riportato dal rapporto dall'UNICEF Italia sulla "Condizione dell'infanzia nel mondo 2013- Bambini e disabilità". La presentazione è avvenuta nella sede del CONI, alla presenza del presidente Giovanni Malagò, del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Cecilia Guerra, dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, Vincenzo Spadafora, del Presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli e del Capo Dipartimento del Ministero per le Pari Opportunità, Patrizia De Rose.

L'esposizione al rischio disabilità. Le conseguenze della malnutrizione cronica li rendono a rischio di disabilità. Così come le carenze cognitive e lo scarso rendimento scolastico iniziano quando i bambini malnutriti sono molto piccoli, e diventano irreversibili quando essi superano i due anni. Tra i 250.000 e i 500.000 bambini sono a rischio di diventare ciechi per mancanza di vitamina A, che costa solo pochi centesimi. Ogni anno i bambini rappresentano circa il 20-30% di tutte le vittime di mine terrestri e residuati bellici esplosivi. Dal 1999, sono state registrate almeno 1.000 vittime minorenni ogni anno", ha dichiarato il Presidente dell'UNICEF Italia Giacomo Guerrera nel lanciare il Rapporto. "I bambini con disabilità e le loro comunità - ha detto - avranno benefici se la società si concentra su ciò che essi possono realizzare, anziché su ciò che non possono fare. Non possiamo sognare un Paese in cui ci sia giustizia sociale e inclusione se non garantiamo alle persone con disabilità, soprattutto bambini e adolescenti, la possibilità di esercitare pienamente i loro diritti". 

Il necessario processo di inclusione. Il Rapporto dimostra che le società possono includere i bambini con disabilità perché quando essi vi svolgono un ruolo attivo, ne beneficiano tutti. Per esempio, un'istruzione inclusiva offre opportunità ai bambini con disabilità di soddisfare le proprie ambizioni e, al contempo, allarga gli orizzonti di tutti i bambini. Un maggiore impegno per favorire l'integrazione dei bambini con disabilità può contribuire a combattere la discriminazione che li pone ulteriormente ai margini della società. Per molti bambini con disabilità, l'esclusione comincia già il primo giorno di vita se non vengono registrati alla nascita. Senza riconoscimento ufficiale, sono esclusi dai servizi sociali e dalla protezione legale, elementi cruciali per la loro sopravvivenza e le loro prospettive. L'emarginazione può solo aumentare con la discriminazione. "Perché i bambini con disabilità contino, devono essere contati: alla nascita, a scuola e nella vita", ha aggiunto Lake. 

Tra i più emarginati del mondo. Il Rapporto La condizione dell'infanzia nel mondo 2013: Bambini e disabilità afferma che i bambini con disabilità hanno minori possibilità di ricevere cure mediche o di andare a scuola. Sono tra i più vulnerabili alla violenza, agli abusi, allo sfruttamento e all'abbandono, in particolar modo se sono nascosti o istituzionalizzati - come succede a molti a causa dello stigma sociale o dei costi per crescerli. *Si tratta delle uniche stime globali disponibili a livello internazionale, che fanno riferimenti a dati disomogenei. Dalle analisi emerge che i bambini con disabilità sono tra le persone più emarginate al mondo. Se i bambini che vivono in condizioni di povertà hanno minori probabilità di frequentare la scuola o accedere ai centri sanitari quelli con disabilità ne hanno ancora meno. 

Le discriminazioni di genere. Anche il genere è un fattore chiave di discriminazione; le bambine con disabilità hanno minori possibilità dei maschi di ricevere cibo o cure. "La discriminazione a causa della disabilità è una forma di violenza", afferma il rapporto, rilevando che deprivazioni molteplici portano a una maggiore esclusione per molti bambini con disabilità. Esistono pochi dati affidabili sul numero di bambini con disabilità, su quali siano le disabilità più diffuse e su come le disabilità abbiano avuto impatto sulle loro vite. Dai risultati è emerso che sono pochi i Governi che hanno piani per allocare risorse al supporto e all'assistenza dei bambini con disabilità e alle loro famiglie. 

I paesi che non ratificano la Convenzione. Circa un terzo dei Paesi del mondo non hanno ancora ratificato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Il rapporto sollecita tutti i governi a rispettare la promessa di garantire uguali diritti a tutti i cittadini - compresi i bambini più esclusi e vulnerabili. Anche se in modo non uniforme si registrano progressi per l'inclusione dei bambini con disabilità, e La condizione dell'infanzia nel mondo 2013 stabilisce un agenda per ulteriori azioni. Il Rapporto sollecita i Governi a ratificare e implementare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e la Convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, e a supportare le famiglie che vanno incontro a costi più elevati per cure mediche per i bambini con disabilità. 

Il principio della progettazione universale. Tutti gli ambienti destinati ai bambini - centri per la prima infanzia, scuole, strutture sanitarie, trasporti pubblici, campi da gioco - si possono costruire in modo inclusivo per facilitare l'accesso e la partecipazione dei minorenni con disabilità. Il principio di progettazione universale - quello secondo cui i prodotti, gli ambienti urbani, i programmi e i servizi dovrebbero essere utilizzabili nella misura massima possibile da tutti, indipendentemente dal grado di abilità, dall'età o dalla condizione sociale - andrebbe applicato alla costruzione di infrastrutture pubbliche e private. Tutti i bambini traggono beneficio dalla possibilità di interagire e di capirsi tra loro a livelli diversi di abilità e il Rapporto sottolinea l'importanza di coinvolgerli per confrontarsi con loro sui progetti e sulla valutazione dei programmi e dei servizi dedicati.

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