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30 giugno 2013

DISABILI “ABBANDONATI DALLO STATO”. “PENSIONI da 260 euro, servono fondi”


“Come può un disabile vivere con 260 euro al mese quando solo la batteria di una carrozzina ne costa 100?”. Difficile rispondere a chi chiede più fondi e sostegno dallo Stato per gestire la disabilità. Un interrogativo che arriva dall’audizione di Alessandra Incoronato e Luisa Panattoni, due persone affette da patologie gravemente invalidanti, che oggi hanno parlato di fronte alla Commissione Diritti umani del Senato. 

“Nelle case dei disabili anziani ho trovato il quarto mondo. Ho trovato sporcizia, anziani da soli, abbandonati”, spiega Alessandra Incoronato, dell’Associazione Diritto alla Vita, che si occupa di tutelare i Diritti dei disabili ed anziani a Santa Marinella. Incoronato, 45 anni, malata terminale, trova la forza per aiutare altre persone in difficoltà: “Sono felice di vivere, ma non mi lascia vivere il fatto che un governo lasci un disabile al 100% con 260 euro di pensione. I Comuni non funzionano. Ogni giorno viene tolta l’assistenza a qualcuno. Persone abbandonate nei propri letti. Lasciate sole a morire. Non è vero che non ci sono soldi. Questo è stato un mondo dimenticato. Perché non ci date la possibilità di andare avanti? Di cambiare una carrozzina?”. Più spazio quindi e fondi alle esigenze dei disabili gravi, anche per restituire loro i diritti fondamentali garantiti invece sulla carta. “Le patologie invalidanti limitano i diritti delle persone – spiega Luigi Manconi, presidente della Commissione dei Diritti umani del Senato – . Riducono la possibilità di godere dei diritti che spettano ad ogni cittadini. La Convenzione sulla disabilità dell’Onu impone attenzione sui diritti delle persone, ma anche la Carta sociale europea sul tema della disabilità. Bisogna tornare, proprio usando il motto dell’Associazione Luca Coscioni, dal corpo dei malati al cuore della politica. Oggi il corpo dei malati è qui nel cuore della politica, al Senato”.

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