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17 ottobre 2011

Caritas: in Italia 8,3 milioni di poveri

16/10/2011 - La fotografia del Paese nel rapporto realizzato con la Fondazione Zancan. Allarme giovani: il 20% è under 35.

Dalla fotografia del rapporto cambia il volto della povertà che
ora coinvolge "pesantemente l'intero nucleo familiare: tutti
si trovano a vivere, in modi diversi, una condizione di stress
e di sofferenza, anche le donne e i giovani pagano il prezzo
più alto". Ad esempio, nel 2004 il 75% dei problemi si riferiva
ai bisogni di carattere primario (casa, cibo, sanità, etc), nel 2010
tale valore ha raggiunto l'81,9% mentre le problematiche post
materiali (come disagio psicologico e dipendenze) passano dal 25
al 18,1%.
Hanno casa, macchina, lavoro. Eppure non riescono ad arrivare alla fine del mese. Il fenomeno dei nuovi poveri, in Italia, continua ad allargarsi e la conferma arriva dal rapporto Caritas-Fondazione Zancan. In quattro anni (2007-2010) le richieste di aiuto economico rivolte ai Centri di Ascolto delle Caritas Diocesane sono aumentate dell’80,8%. Fra gli italiani, con un +42,5% - afferma il rapporto dall’emblematico titolo ’Poveri di dirittì - si è registrato l’incremento maggiore delle persone che si sono rivolte ai centri mentre fra gli stranieri si è avuto il +13,9%. Al primo posto fra i problemi segnalati c’è la povertà economica, seguono i problemi occupazionali ed abitativi; al quarto posto, i problemi familiari.

Nel complesso, in 4 anni è aumentata dell’83,1% la richiesta di coinvolgimento di soggetti esterni (come gruppi di volontariato, enti pubblici o privati, persone o famiglie, parrocchie). Forte anche l’aumento delle richieste di sussidi economici (+80,8%) e di consulenze professionali (+46,1%). Diminuiscono invece le richieste di sostegno socio-assistenziale (-38,6%) ma anche quelle di lavoro (-8,5%). Rispetto alle risposte fornite dalla Caritas, aumenta il coinvolgimento di soggetti terzi (+90%) come anche l’erogazione di sussidi economici e di beni primari: rispettivamente, +70% e +40,8%.

La questione abitativa diventa «un’emergenza» i cui problemi in 4 anni sono aumentati del 23,6%. Altro dato in forte aumento: dal 2005 al 2010, il numero dei giovani che si è rivolto ai centri è aumentato del 59,6%; il 76,1% (era il 70% 5 anni prima) di questi non studia nè lavora.

Particolarmente vulnerabili si confermano gli stranieri che rappresentano il 70% delle persone che si rivolgono ai centri. Secondo un campione degli operatori della Caritas, il disagio maggiore è fra gli immigrati che vivono da soli in Italia, quelli di sesso maschile, con età compresa fra i 25 e 44 anni. In genere hanno problemi di lavoro (66,4%) e situazioni di povertà economica (62,5%).

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://www3.lastampa.it/

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