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06 aprile 2012

Un virus sconosciuto allarma la Russia, ma non l'Europa

Il Servizio Federale Russo per il controllo Veterinario e Fitosanitario ha temporaneamente vietato l’importazione dall’Unione Europea di bovini e suini. È stata fatta un’eccezione solo per il bestiame di razza sottoposto, all’ingresso in Russia, ad un controllo veterinario approfondito. La causa del veto temporaneo è lo scoppio, in Unione Europea, di due virus: Schmallenberg e Febbre catarrale, pericolosi per la vita degli animali. All’inizio di quest’anno, in tutta l’Europa occidentale si è diffusa un’ondata di nuove malattie provocate da un virus sconosciuto, soprannominato Schmallenberg, dal nome della città tedesca dov’è stato rilevato. Le prime ricerche hanno dato un risultato non rassicurante: il virus può provocare, nei giovani esemplari di ovini, difetti nello sviluppo. Casi di malattie nell’uomo non sono stati ancora riscontrati. Per questo nel Vecchio Continente l'azione delle Autorità russe sono state giudicate insensate. Ma gli specialisti russi ritengono che non ci si possa comportare in maniera negligente nei confronti di malattie poco studiate, dice il segretario stampa dell’agenzia zooprofilattica statale russa, Aleksej Alekseenko:
“Difatti, questa malattia è in particolar modo pericolosa proprio per il fatto di essere poco conosciuta. In passato essa non si è mai presentata. Le conseguenze risultano piuttosto tragiche: muore fino al 50% delle figliate di mucche, capre e pecore. Qui non abbiamo ricevuto finora una dimostrazione convincente del fatto che il virus non è pericoloso per l’uomo. In una situazione simile non potevano continuare l’importazione. Nei confronti dei suini esistono altre ragioni. In quel caso non sono state rispettate regole veterinarie di base per la fornitura di maiali vivi in Russia. Per questo sono state applicate tali misure restrittive.”
Il Servizio Federale Russo per il controllo Veterinario e Fitosanitario non è giunto subito a questa decisione. Fonte di preoccupazione da noi sono, in generale, le azioni dei paesi europei nei confronti di questo problema, dice Aleksej Alekseenko:
“Quando si è tenuto da noi il primo incontro su questo tema, la prima domanda che abbiamo posto è stata: quali misure restrittive hanno imposto da loro? Hanno limitato il trasferimento degli animali dalle zone infette? La risposta è stata un no. Non hanno voluto turbare i commerci e gli animali hanno potuto diffondersi, privi di controllo, su tutto il territorio dell’Unione Europea. Le conseguenze di questo possono essere tra le più inaspettate.”
Cionondimeno, nell e interviste ai media europei, il rappresentante dell’Associazione tedesca degli allevatori di suini, Ulrich Paulschneider, ha comunicato che non gli sono chiare le ragioni del divieto. La sua collega, Jana Püttker, l’ha definita una decisione a sfondo politico, a difesa del mercato. Difficile condividere quest’ultima dichiarazione. Lo scorso anno, dai paesi UE in Russia, sono stati importate circa 40 mila tonnellate di maiali macellati. Allo stesso tempo, l’allevamento di maiali nel paese ha prodotto 2,4 milioni di tonnellate. L’importazione totale di questa carne ammonta a 703 mila tonnellate. Quindi 40 mila tonnellate non incidono affatto sul commercio russo di questa carne. Inoltre, la produzione di carne suina in Russia già quest’anno è aumentata di 150 mila tonnellate. Legato alla creazione di uno spazio economico unico (dal 1° gennaio 2012) in Russia, crescerà il volume di forniture di carne di maiale dalla Bielorussia.
Le decisioni del Servizio Federale relative a bovini e ovini eserciteranno una qualche influenza sul mercato? Gli specialisti ritengono che ciò difficilmente avverrà, poiché dai paesi europei viene importato prevalentemente bestiame di razza.


di Svetlana Andreeva
fonte La Voce della Russia

Redatto da Raimondo Orrù per Niente Barriere

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