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16 aprile 2012

Pubblicità choc per la ricerca "Scegli un topo o tuo figlio?"

Una cavia di laboratorio spiega a una bambina l'importanza della sperimentazione sugli animali per salvare le vite umane. Ma la campagna pubblicitaria commissionata da un'organizzazione globale di ricerca biomedica ha scatenato le polemiche.
A inquietare e dividere è in particolare il testo provocatorio che accompagna la vignetta: "Un giorno ti potrei salvare la vita". Parole che il topo sussurra all'orecchio di una bimba e che equivalgono a chiedere a chi legge: "Preferiresti la vita di un topo o quella di tuo figlio?".
Dietro l'ovvietà della risposta cova la rabbia di quanti hanno fatto bandiera della battaglia contro la vivisezione e la ricerca sugli animali. Tra loro anche studiosi convinti che la ricerca per salvare uomini possa essere compiuta senza chiedere in cambio il sacrificio di altri essere viventi.
Ma dalla FBR Media, un’organizzazione globale di ricerca biomedica ha annunciato due giorni fa di aver lanciato la nuova campagna con cartelloni pubblicitari in Italia, nell’ambito della sua campagna internazionale ResearchSaves, si insiste sulla necessità della sperimentazione su cavie animali: i"I nostri nuovi tabelloni spiegano che la ricerca sugli animali è essenziale per le cure mediche, per i trattamenti e per le terapie a cui tutti noi, compresi i nostri figli, ci affidiamo. Senza la ricerca sugli animali, i medicinali e i trattamenti che abbiamo ora non esisterebbero e non sarebbero state sviluppate nuove cure," ha dichiarato Paul McKellips, presidente di FBR Media. "Senza ricerca con modelli animali, in particolare i roditori, non possiamo scoprire nuove cure per molte malattie che minacciano le nostre vite, compreso il cancro, HIV/AIDS, l’Alzheimer, diabete, paralisi, autismo, malattie cardiache, fibrosi cistica, Parkinson e malaria."

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.unionesarda.it/

NB. E voi cosa ne pensate?

Post redatto da Raimondo per Niente Barriere  

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2 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Sicuramente una pubblicità di cattivo gusto. Molte malattie sono create in laboratorio e le multinazionali del farmaco sono affamate di soldi.

Ernest ha detto...

si direi di cattivo gusto