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12 aprile 2012

«Vi lascio mia figlia di 3 anni, sono malata e non la posso più tenere»


Una mamma provata da una lunga malattia e dalla solitudine ha portato la bimba ai servizi sociali: «Prendetevi cura di lei»  

di Nicoletta Cozza - Una giovane mamma padovana, stremata da una lunga malattia, dai ricoveri sempre più frequenti e dalla solitudine, giovedì pomeriggio si è presentata all'assessorato ai Servizi Sociali del Comune, in via del Carmine, e ha consegnato agli operatori la sua bimba di quasi tre anni. Ha raccomandato loro di prendersene cura, perché lei non può più farlo.



La difficile decisione. Una decisione difficilissima la sua, presa dopo una lunga riflessione. Ma la donna, che da tempo è seguita dagli assistenti sociali, ha capito che alternative, in questo momento, non ce ne sono. Il settore in un paio d'ore ha trovato una famiglia pronta ad accogliere la piccina: mamma e papà, che hanno già due figli, mesi fa avevano la disponibilità a prendere in affido un minore in difficoltà. Sono stati contattati, hanno confermato con gioia il loro proposito. Si sono attrezzati a tempo di record con lettino, vestitini e giocattoli e a metà pomeriggio la bambina era già nella nuova casa dove anche i "fratellini" l'aspettavano: non ha avuto nessuna difficoltà di inserimento, quasi avesse sempre conosciuto quell'appartamento e i nuovi familiari. Con un sorriso si è buttata tra le braccia della "nuova mamma", come se avesse percepito, anche se così piccola, di avere terminato un percorso di precarietà e di inquietudine.


 La mamma è gravemente malata. Il suo futuro sarà deciso dal Tribunale dei minorenni che stabilirà se dovrà essere data in adozione, oppure se rimarrà per un periodo, presumibilmente lungo, con la famiglia affidataria in attesa che la madre naturale possa tornare a occuparsi di lei. La donna nei prossimi giorni dovrà tornare in ospedale per ricominciare le cure: stavolta potrà sottoporsi alle terapie con maggiore serenità senza la preoccupazione della figlioletta che non sapeva a chi lasciare, visto che il padre della bimba si è dileguato quand'è nata e l'attuale compagno è pure lui ammalato e quindi non può essere di aiuto. Il Settore Servizi Sociali, su input del responsabile Lorenzo Panizzolo, da tempo si sta adoperando per "reclutare" famiglie disponibili all'affido, come conferma pure l'assessore Fabio Verlato: «È straordinario che ci siano nuclei familiari pronti a farsi carico di queste situazioni. Nel caso in questione si tratta di un "affido residenziale" perché la bimba rimarrà giorno e notte con i nuovi genitori. Abbiano bisogno di tanti altri genitori che ci diano questa stessa disponibilità, magari per accogliere anche solo di giorno un minore in difficoltà, assicurando loro quel percorso di serenità che i genitori naturali per vari motivi in quel momento non possono garantire».

Lunedì 09 Aprile 2012

La versione integrale di questo articolo è presente sul sito
http://www.ilmessaggero.it/
 
Post redatto da Raimondo per Niente Barriere 

4 commenti:

Ernest ha detto...

che storia...

nonnina ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
nonnina ha detto...

Auguro alla mamma che i giudici aspettino di conoscere il suo destino,
prima di far adottare la piccola come premio per il suo atto di coraggio e speranza !!
Un grande in bocca lupo mamma !!!

Niente Barriere ha detto...

Hai perfettamente ragione nonnina ... lo spero anche io :)