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23 giugno 2011

Disabili, c'è soddisfazione dopo la manifestazione di oggi.

(foto fishonlus)
Welfare, anche le persone disabili "alzano la voce": "Problemi comuni, ma oggi c'è soddisfazione". La manifestazione contro i tagli al sociale davanti a Montecitorio si rivela un successo per il mondo del terzo settore: alcune migliaia di persone per una presenza oltre ogni aspettativa. Straordinaria la mobilitazione di migliaia di persone con disabilità fisica e sensoriale: per Fish e Fand un altro successo di piazza. Forte protagonismo delle associazioni: l'entusiasmo di Uic, Anmic, Ens, Fiadda, Angsa, Coordown. ROMA - Volontari, operatori, persone in difficoltà. Fra le migliaia di persone accorse a piazza Montecitorio per protestare contro i tagli al sociale, la parte del leone la fanno le persone con disabilità. Sono tanti, sono organizzati e si notano anche di più, con i loro cartelli e le bandiere che tappezzano l'area di piazza Montecitorio riservata alla protesta. Le due federazioni delle persone con disabilità, Fish e Fand, non possono che essere soddisfatte per la riuscita della protesta, che ricorda molto quella di poco meno di un anno fa, quando i disabili scesero in piazza contro la paventate modifiche alla normativa sull'invalidità. Ci sono le bandiere bianche e rosse della Fish, ci sono le magliette dei volontari e degli associati dell'Unione italiana ciechi, ci sono gli striscioni delle due anime del mondo dei sordi, gli oralisti che si posizionano vicino al gazebo dal quale parlano i convenuti, e i segnanti, che seguono gli interventi guardando la traduzione in Lingua dei segni di due interpreti che lavorano per ore sotto il sole. La protesta è unitaria e trasversale, raccoglie tutti i tipi di disabilità e le mette assieme per chiedere rispetto e dignità.
Una "partecipazione importante" e un "messaggio chiaro e forte" quello lanciato dalla piazza per Pietro Barbieri, presidente della Fish, Federazione italiana superamento handicap, che sottolinea il movimento convergente che porta persone con disabilità, mondo del volontariato e operatori sociali in piazza insieme. "La mia soddisfazione è immensa - confida Giovanni Pagano, presidente Anmic, l'associazione nazionale mutilati invalidi civili - perché è stato premiato il sacrificio organizzativo di persone che hanno grandi difficoltà fisiche e che hanno ugualmente risposto agli appelli arrivando da luoghi anche lontani come Sicilia, Sardegna, Campania, Puglia, Lombardia: è una presenza che conferma la storia di un'associazione nata per rivendicare i diritti e che continua a farlo anche oggi, con un governo che si dimostra sempre più assente e insensibile alle nostre richieste". Per Pagano, che in piazza rappresentava anche la Fand, di cui è presidente, i problemi sulla scuola, il lavoro ("così importante come mezzo per affrancare le persone e permettere loro una vita piena"), l'assistenza alle persone e l'aiuto alle famiglie sono le problematiche più evidenti e in via di peggioramento.
Proprio sulla scuola e sui problemi al sostegno si sofferma Sergio Silvestre, presidente del Coordown, che mette in evidenza come i diritti degli alunni all'inclusione scolastica stiano diventando sempre più una faccenda da tribunale, diritti da esigere attraverso la via giudiziaria: "Abbiamo moltiplicato le segnalazioni e le famiglie nelle aule di giustizia vincono sempre: il Ministero dell'Istruzione quest'anno non ha vinto una sola sentenza sul sostegno. Ma non si può continuare così". Preoccupazione forte esprime anche Carlo Hanau (Angsa, associazione nazionale genitori soggetti autistici onlus), concentrandosi su una particolare situazione territoriale, quella di Bologna: "I tagli del governo nazionale si fanno ormai sentire anche in Emilia Romagna e le prime avvisaglie negative sono arrivate proprio a Bologna città, laddove il comune ha ridotto sensibilmente i contributi per gli assegni di cura che eroga: lo scorso anno erano stati 2600, nei primi quattro mesi del 2011 sono stati appena 300, un taglio drammatico". (ska)
(23 giugno 2011) Fonte SuperAbile

Indignati in piazza contro i tagli al sociale. Come annunciato, la preoccupazione per la sorte dei diritti civili si è riversata in piazza, questa mattina davanti a Montecitorio (e ripresa in 22 città italiane). In scena la manifestazione da tempo annunciata e promossa dal Forum del Terzo Settore e dalle Associazioni aderenti alla campagna “I diritti alzano la voce”. E la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, che ha creduto e sostenuto sin dall’inizio la mobilitazione, era in prima fila, assieme a tante persone con disabilità che hanno contribuito a far raggiungere quota 2.000 partecipanti. Anche CGIL, CISL, UIL e UGL hanno affiancato l’iniziativa di protesta.
Negli slogan un appello al Governo e alle forze politiche: la crisi non giustifica la compressione dei diritti civili. Questi sono a rischio – nella scuola, nel lavoro, nell’assistenza – dopo il taglio dei fondi per il sociale già operati lo scorso anno e in previsione di nuove ulteriori severe retrazioni della spesa per il welfare. I tagli hanno già raggiunto il 75% (100% nel caso del Fondo per le non autosufficienze).
Donne, anziani, disabili, disoccupati, migranti, giovani: i loro diritti e le loro possibilità di essere inclusi nella società sono posti in secondo piano anziché essere prioritari.
“Oggi è davvero a rischio la coesione sociale, mentre è sempre più evidente l’esclusione, il disagio, il sovraccarico su quella stessa famiglia la cui centralità, solo a parole, si è richiamata. – commenta amaramente Pietro Barbieri, presidente della FISH – Se non si interviene immediatamente su quella che è una vera emergenza nazionale, la disgregazione e il conflitto diverranno insanabili e ci vorranno decenni perché i danni possano essere riparati.”
Molti gli esponenti dell’Opposizione a testimoniare la loro vicinanza alle istanze dei manifestanti. Praticamente assenti quelli della Maggioranza. Dal Governo ancora nessuna reale e circostanziata rassicurazione.
“Quello di oggi – avverte Barbieri – è solo l’inizio di una lotta a cui non possiamo sottrarci e che sapremo sostenere, senza cedimenti, da veri protagonisti delle scelte che ci riguardano!”.
23 giugno 2011 Fonte Fish

Alcuni video della manifestazione:





Diversi politici presenti alla manifestazione romana contro i tagli. Franceschini: "La vostra e' una battaglia giusta". "Voi siete persone - dice il capogruppo Dario Franceschini - non abituate a scendere in piazza ed e' paradossale e grave che dobbiate farlo per difendere dei principi costituzionali: la vostro partecipazione e' assolutamente eccezionale e la vostra e' una battaglia giusta". "Quando si arriva in piazza stanchi e arrabbiati - continua Franceschini - e' anche legittimo diffidare delle parole dei politici, anche di quelle dei politici dell'opposizione: vi dico pero' che non abbiamo contrastato questi tagli e continueremo a farlo". "Prendo l'impegno - conclude Franceschini - a portare in aula a luglio la mozione che abbiamo presentato sul tema, perche' deve esserci su questo tema un'assunzione di responsabilita' da parte di ogni singolo parlamentare: e' soprattutto nei momenti di crisi che deve valere il principio basilare per cui chi ha di piu' deve dare di piu' anche dal punto di vista del prelievo fiscale, in proporzione al proprio reddito" (Fonte youtube). "Il governo Berlusconi negli ultimi tre anni ha sferrato un duro colpo alle politiche sociali che non ha precedenti. I fondi per la non autosufficienza e per i servizi sociali dei disabili sono stati tagliati dal ministro Tremonti come se fossero spese improduttive. E la risposta che il sottosegretario Musumeci ha dato oggi ad una nostra interrogazione conferma la politica scellerata della destra sulle politiche sociali". Lo dice Margherita Miotto, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera che ha partecipato con altri colleghi del Pd alla manifestazione delle associazioni del Terzo settore contro i tagli del governo alle politiche sociali che si è tenta oggi in Piazza Montecitorio. "I disabili -- prosegue Miotto - sono colpiti non dalla crisi ma dal governo che ha messo in ginocchio tutto il settore del welfare locale e non vara i livelli essenziali di assistenza, imposti dal federalismo fiscale, con cui vengono stabiliti quali prestazioni siano da considerarsi diritti universali. E il sottosegretario Musumeci, oggi in commissione, non ha preso nessun impegno sul ripristino dei 400milioni di euro del fondo per la non autosufficienza rifugiandosi nelle difficoltà della finanza pubblica. Il governo però ha buttato dalla finestra 350milioni nel tentativo di difendere una legge 'ad personam' dal recente referendum. È scandaloso che i più deboli vengano dopo gli interessi personali del premier. Questo è ciò che ha fatto la destra sulle politiche sociali: slogan e niente fatti" (fonte youtube)
 
ps. Questo post ha avuto delle modifiche dopo la sua pubblicazione. 

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