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18 giugno 2011

Fino in fondo per tutelare i nostri diritti


Raramente mi capita, cari amici, di rizzare le orecchie nel leggere un articolo. Questa mattina l'ho fatto grazie al post pubblicato sul sito superando. Merito del titolo azzeccato e provocatorio: Continueremo ad alzare la voce, ma saremo costretti ad abbassare le ali?"

Un titolo pieno di determinazione che descrivere al meglio una situazione per noi disabili al limite della sopportazione. In realtà la maggior parte di noi ha abbondantemente superato quel limite. Per chi non lo sapesse questa volta il mondo dei disabili gioca in anticipo e in previsione degli altri tagli allo Stato Sociale del Governo, nella prossima Finanziaria, cerca questa volta di marciare compatta verso la grande manifestazione nazionale che si svolgerà a Roma giovedì 23 giugno 2011 (in Piazza Montecitorio a partire dalle ore 11), manifestazione organizzata dal Forum del Terzo Settore e dalle associazioni aderenti alla Campagna "I diritti alzano la voce", che vedrà tra gli altri, la partecipazione attiva della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) e della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Un appuntamento importantissimo che cercherà di far capire per l'ennesima volta ai nostri governanti che NOI non siamo più disposti a pagare per colpe non nostre, sottolineando quanto fatto fin'ora dal Governo Berlusconi verso NOI, e che rasenta la discriminazione e il razzismo (una netta violazione dei diritti umani).

"...Saremo costretti ad abbassare le ali?" Questa domanda suscita in me interesse. Alla fine risulteremo noi i vincitori o, come al solito, la Politica giocherà con noi come il gatto col topo? Sono sincero non so come andrà a finire, ma spero che questo periodo oscuro per la parte più debole del nostro paese sia agli sgoccioli. Tanti a parole ci rassicurano e si dicono pronti a sposare la nostra causa. Ma io non mi fido. Continuo a rimanere nelle mie posizioni, e le ribadisco anche in questo articolo. L'Italia vìola "da sempre" in modo subdolo la Convenzione dell'ONU per i Diritti delle Persone Disabili. Non si spiegherebbero i tanti silenzi omertosi di questi decenni, le tante inadempienze e irregolarità che ci hanno danneggiato in modo scientifico, sottraendoci la piena integrazione sociale, il lavoro e l'accessibilità a incominciare dai locali pubblici.

Tremonti è una persona intelligente e queste cose le sa perfettamente. Lui secondo me sapeva in partenza che poche persone gli avrebbero chiesto conto delle sue azioni. Una situazione paradossale che meriterebbe una diversa copertura mediatica, perfino su internet. E' doloroso constatare che le nostre istanze siano presenti nel web solo in alcuni siti specializzati (frequentatissimi per fortuna) e in alcuni piccoli blog come questo (che considero di nicchia). Ma cosa riesce a passare sui media ultimamente? Cosa sa di noi la gente, "sana"?

E' amaro sottolineare che di noi si parla spesso a sproposito. Fanno odiens soltanto i casi dei falsi invalidi che indignano principalmente proprio noi che invalidi lo siamo per davvero. La verità e che mai come adesso bisogna muoversi, ma facendo affidamento solo su noi stessi. Parte importante l'avranno le tante associazioni del settore sparse in ogni angolo del territorio; queste dovranno dimostrare che tengono a noi. Ci dimostrino con i fatti che per loro non rappresentiamo solo il numero della tessera che ogni anno dobbiamo rinnovare. Molte di queste sono figlie della politica, di quella politica marcia che è fatta di clienteralismo e servilismo verso i partiti.

Un dato deve far riflettere tutti. Sommandoci, siamo la terza regione per numero in Italia e tutta la politica deve capire che senza di noi non si governa. Facciamolo pesare una volte per tutte. E ripartiamo di slancio chiedendo tutto quello che ci è stato negato per troppo tempo. Vogliamo legalità e assistenza. Vogliamo contare nella società e non essere quel peso morto che fa presa soprattutto nella testa dei nostri detrattori e negli ignoranti. Vogliamo anche noi un lavoro e non contare sull'elemosina di uno Stato indirizzato oramai al fallimento per colpa della corruzione della sua classe dirigente.

Noi siamo una risorsa per l'Italia e non come dice il Ministro, quelli che stanno portato al fallimento la nostra nazione. Una bugia vergognosa smentita per fortuna dai fatti e dai numeri. Facciamo in modo che inizi una nuova rivoluzione culturale che abbia NOI DISABILI i protagonisti.

1 commento:

Ambra ha detto...

Io sono per un'Italia dove vengano riconosciuti i diritti di tutti. In particolare di quelli a cui sono stati sottratti.
E tifo per una grande partecipazione e un grosso successo della manifestazione del 23 giugno.