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09 aprile 2013

OGM, Italia chiede sospensione immediata per Mais Mon 810

OGM, Italia chiede sospensione immediata per Mais Mon 810. Apprezzamenti per l'azione del Movimento 5Stelle. 

Di Giovanni Tortoriello | Il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha inviato ieri una lettera alla Commissione Europea chiedendo la sospensione della messa in coltura di sementi di mais Mon810. La richiesta, che riguarda sia l'Italia che gli altri Paesi membri dell'Unione, è dovuta secondo il Ministero alla necessità di redigere nuove linee guide su questi prodotti Ogm, misure da rendere poi obbligatorie per tutti i paesi UE. 


Soddisfazione è stata espressa dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Mario Catania che ha dichiarato: "Il Ministero della Salute ha dato seguito alla nostra richiesta e al dossier predisposto dal Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura (CRA), chiedendo alla Commissione europea la sospensione d'urgenza dell'autorizzazione alla messa in coltura di sementi di Mais Mon810 in Italia e nel resto dell'Unione europea". "Quando parliamo della possibilità di coltivare Ogm in Italia, dobbiamo tenere ben presente- ha proseguito il Ministro Catania come si legge in un comunicato diffuso dallo stesso Ministero dell'Agricoltura - che l'opinione pubblica, i consumatori e le stesse rappresentanze degli agricoltori hanno espresso una posizione negativa sulla questione. Abbiamo il dovere di essere particolarmente rigorosi, a tutela dei consumatori e degli agricoltori italiani".

Il ministro Catania si è poi detto contento che il Ministro del'Ambiente Corrado Clini abbia cambiato opinione sugli OGM. "Prendo anche atto con grande soddisfazione del mutato atteggiamento del Ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, sugli organismi geneticamente modificati. Questo ci consentirà - ha spiegato Catania - di proseguire con maggiore forza nella direzione che era stata già intrapresa, collaborando con tutte le istituzioni e le rappresentanze politiche e sociali, allo scopo di salvaguardare l'identità e la ricchezza che sono alla base del successo dell'agroalimentare italiano".

Il riferimento del ministro dell'Agricoltura è alle esternazioni pro OGM espresse più volte da Clini. In un'intervista rilasciata quasi un anno fa (il 15 marzo 2012) al Corriere della Sera, il Ministro dell'Ambiente dichiarò che "l'ingegneria genetica può portare molti benefici" sia nell'agricoltura tradizionale che in quella non alimentare definendo "un grave danno" la posizione bipartisan contro gli OGM presente in Italia.

Lo scorso 3 aprile il ministro Clini si è incontrato con una delegazione del Movimento 5 Stelle per spiegare la sue posizioni in merito al problema dei rifiuti e alla questione degli OGM. Su questo secondo tema il Ministro dell'Ambiente del Governo Monti, come si apprende da un comunicato rilasciato dal Ministero, ha ribadito che esistono strumenti europei per regolare l'uso degli organismi geneticamente modificati, "clausola di salvaguardia" e "linee guida per la coesistenza", ma l'Italia non li ha ancora adottati nonostante i suoi ripetuti solleciti.

Sui "numerosi solleciti" di cui parla il comunicato del Minsitero dell'Ambiente bisogna ricordare che la richiesta di adottare la "clausola di salvaguardia" è arrivata da più parti senza mai essere ascoltata. In un comunicato rilasciato dalla Fondazione Diritti Genetici che ha preso parte all'incontro tra Clini e i 5 Stelle, si sottolinea proprio questo aspetto. "Come si evince dal video dell'incontro di ieri con il Ministro Clini, girato dai deputati del Movimento 5 stelle, la posizione del ministro, che ora si dichiara strenuo difensore della clausola di salvaguardia, è cambiata dopo essersi consultato con la stessa delegazione del Movimento 5 stelle e della Fondazione Diritti Genetici. Ben venga, dunque, tale mutamento di posizione e ben venga l'accordo tra i Ministri, ma è ora che tale impegno si concretizzi, come già fatto ad esempio dalla Polonia nel marzo del 2012, nell'applicazione della clausola di salvaguardia".

La Fondazione Diritti Genetici, pur apprezzando il primo passo messo in atto dall'Italia, chiede che ora vengano attuate misure concrete contro gli OGM: "A questo punto - conclude la nota - dopo tanti annunci di buone intenzioni, qualsiasi rinvio di tale procedura verrà letto come una colpevole perdita di tempo da parte dei Ministri e come una smentita della loro volontà di impedire concretamente la coltivazione di Ogm nel nostro Paese"

Le lodi rivolte all'azione politica del Movimento 5 Stelle, alla quale la Fondazione ha dato il suo supporto tecnico, sono condivise anche da Coldiretti tanto che, come si apprende da un comunicato, il presidente Sergio Marini la definisce "apprezzata e importante" perché, insieme a tutte le Associazioni che impongono il movimento "Liberi da OGM", "ha rafforzato il fronte di chi vuole scongiurare in Italia qualsiasi rischio di commistione tra Ogm e agricoltura tradizionale e biologica".

"Nonostante le resistenze si è rafforzato - sottolinea ancora Marini - il fronte dei cittadini impegnati nel tutelare l'agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico per assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità. Non va dimenticato che, sulla base dell'indagine Coldiretti-Swg, quasi sette italiani su dieci considerano oggi gli organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali".

Pubblicato lo scorso ottobre, lo studio al quale si riferisce il presidente di Coldiretti Marini sottolinea che il 69% degli intervistati nell'ambito dell'inchiesta portata avanti da Coldiretti e Swg ritiene che gli OGM siano meno salutari rispetto ai prodotti tradizionali. "Nonostante il rincorrersi di notizie miracolistiche sugli effetti benefici delle nuove modificazioni effettuate su animali e vegetali (dal salmone ad accrescimento rapido al riso ipervitaminico, dalle patate fritte super resistenti ai parassiti fino al latte materno da mucche transgeniche)- sottolinea Coldietti- il livello di scetticismo nel Belpaese rimane dunque elevato".

"La realta' - conclude la Coldiretti - e' infatti che gli ogm attualmente in commercio riguardano pochissimi prodotti (mais, soia e cotone) e sono diffusi nell'interesse di poche multinazionali senza benefici riscontrabili dai cittadini".

Fonte it.ibtimes.com

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