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12 aprile 2013

Sanità, sì del Senato alle terapie staminali: il testo ora passa alla Camera


ROMA - Il Senato ha approvato il decreto Balduzzi sulle staminali e sulla proroga per la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Il testo passa ora all'esame della Camera.
«Le dichiarazioni di voto e il voto dell'Aula all'unanimità confermano la grande volontà di affrontare questioni così importanti superando dinamiche che spesso appartengono solo al gioco delle parti» confermando che questo «è il momento in cui far prevalere l'interesse del Paese». Così Filippo Bubbico, presidente della commissione speciale del Senato e relatore del decreto sulle staminali, al termine delle votazioni a Palazzo Madama.

Con il testo modificato dal Senato si prevede «l'ulteriore utilizzazione dei medicinali a base di cellule staminali mesenchimali, già impiegati nei mesi scorsi in difformità alle disposizioni vigenti, possa avvenire per un periodo massimo di 18 mesi unicamente nell'ambito di sperimentazioni cliniche controllate, effettuate presso strutture pubbliche». Lo spiega una nota del ministero della Salute, sottolineando che anche i laboratori dovranno essere «idonei ai sensi della stessa normativa.

«Viene disposto inoltre - si legge ancora nella nota del ministero - che la modalità di preparazione dei medicinali sia resa disponibile agli organi di controllo preposti alla sperimentazione (ISS e CNT), in modo da garantirne le riproducibilità presso le strutture pubbliche». «Infine per escludere qualsiasi possibilità di intenti speculativi il testo prevede che la metodologia utilizzata non possa servire per ottenere un'autorizzazione alla immissione in commercio».

«Il testo che è stato approvato in aula al Senato costituisce una buona soluzione giuridica perchè contempera, in modo equilibrato, i complessi interessi in gioco. In particolare, consente l'acceso alle terapie cellulari anche sino a 18 mesi dall'entrata in vigore del decreto legge, eliminando l'odiosa discriminazione prevista dall'originario testo secondo cui solo i trattamenti già iniziati potevano essere completati». È il commento del professor Giuseppe Conte, legale dei genitori della piccola Sofia, sul testo del disegno di legge approvato oggi in Senato. «Inoltre - prosegue l'avvocato - è consentito il trattamento non solo agli Spedali di Brescia ma anche ad altre strutture pubbliche in collegamento a laboratori autorizzati. Risulta efficace anche il sistema di raccolta delle informazioni della sperimentazione clinica che è stata messa a punto: sono coinvolti nella raccolta tutti gli interlocutori istituzionali, Aifa, Istituto Superiore della Sanità, centro trapianti e ministero della Salute. Significativamente il Parlamento ha rivendicato il diritto ad essere pienamente edotto degli esiti della sperimentazione, tant'è che ha previsto che il ministero della salute ogni sei mesi informi le commissioni competenti del Parlamento sugli esiti dei trattamenti».

Fonte Il Messaggero

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