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27 maggio 2011

La tetraparesi spastica non ferma Cinzia Rossetti. Cinzia è pronta a sfidare il mondo della moda

Cari amici oggi vi propongo la storia di Cinzia Rossetti, 39 anni di Brescia, laureata in Scienze dell'Educazione ed affetta da tetraparesi spastica.

«Una donna può essere bella e attraente nonostante l'handicap». E' questo il giusto pensiero di Cinzia Rossetti, una ragazza di 39 anni di Brescia che malgrado la sua malattia, è determinata più che mai nel cercare di realizzarsi. A Brescia, Cinzia lavora presso la Bottega Informatica e tra le altre cose, essa ha fondato un'associazione di volontariato intitolata  "Zanzébia". Una vita già ricca di spunti anche per una persona "sana". Ma a Cinzia questo non basta, vuole di più. Ed ecco, dulcis in fundo, un nuovo obiettivo: sfidare il mondo della moda diventando, malgrado la sua disabilità, una modella.
«L'idea mi è nata giusto un anno fa, quando sono stata a Torino a vedere una mostra di Paolo Ranzani nella quale spiccavano un paio di foto che ritraevano atleti disabili come la ballerina Simona Atzori e la medaglia d'oro del basket Andrea Rocca.
Da lì ho iniziato a coltivare il sogno prima di portare la mostra a Brescia e poi di diventare io stessa protagonista di alcune fotografie, per dimostrare come anche una persona affetta da disabilità possa essere fiera del suo aspetto fisico e del suo essere donna». Ad aiutarla nel suo progetto è Paolo Ranzani, il fotografo che ha lavorato con diversi disabili molto noti. I meravigliosi scatti, con Cinzia splendida protagonista, sono finiti su un book fotografico professionale, identico a quello delle modelle tra parentesi "normali".
«Realizzarlo è stato emozionante e divertente e le foto che ne fanno parte sono davvero bellissime, foto che mi fanno sentire donna, attraente, desiderabile, e questo nonostante e a prescindere dal mio handicap». Cinzia non perde tempo e invia le foto a numerose agenzie di moda e una di queste, le risponde interessata. A quel punto Cinzia esce allo scoperto, e dichiara la sua malattia. Ed è a quel punto che l'agenzia di moda, fa un prevedibile passo indietro, probabilmente spaventata. «Per me è stata una grande delusione. Penso che la mia proposta sia innovativa e grintosa e non comprendo perché nel nostro Paese la mentalità sia così arretrata da non accettare che anche una donna o un uomo con handicap possano posare per immagini accattivanti. Perché non dobbiamo avere pari opportunità in questo? Perché dobbiamo rinunciare a piacere e a piacerci?».
A Cinzia non manca di certo la determinazione, e di arrendersi non se ne parla proprio. Continuerà con tutte le sue forze a cercare di realizzare il suo sogno. Sta a noi aiutarla, stando in qualche modo addosso a quanti continuano scelleratamente quest'opera di discriminazione che ha radici profonde nel nostro paese. L'arretratezza culturale che da sempre soffoca il nostro paese (incivile, ignorante e bigotto), continua a essere un macigno che grava sulle spalle di quanti soffrono per colpe non proprie. Non posso ancora una volta non rimarcare che oltre i nostri confini, è diverso. Là, la gente e le aziende rispondono immediatamente e positivamente, quasi normalmente, a certi segnali o messaggi. Anzi direi che sono proprio le aziende a far da traino a quell'integrazione sociale che qui da noi stenta a decollare, in quanto ostacolata principalmente dalle nostre istituzioni, sordi e ciechi (loro si i veri disabili) e troppo occupati a non far rispettare le leggi vigenti.

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3 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Davvero una storia straordinaria. Una donna bella, interessante e che merita questa opportunità. Bravo, davvero un post conrtrocorrente e come sempre intelligente e sensibile.

Niente Barriere ha detto...

Grazie Daniele,
Hai ragione, Cinzia è stupenda, in più riflette di una luce speciale ... invisibile ai più .. merce rara, a mio avviso :)

Niente Barriere ha detto...

L'indifferenza uccide più dell'inciviltà e dell'ignoranza ...
Mi sono dimenticato d'inserirlo e di rimarcarlo nel post -.-