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17 maggio 2013

Crisi torna il baratto – Piace a tre italiani su quattro


Comprare scambiando la merce con l'antica forma del baratto piace a tre italiani su quattro.
Nel nostro Paese è sempre meno raro acquistare prodotti alimentari cedendo cravatte, quadri, libri, cd. Con la crisi si aguzza l’ingegno per cercare di continuare a stare bene. Questo il risultato che emerge da un sondaggio della Coldiretti diffuso in occasione della giornata conclusiva di “Cibi d’Italia” di Campagna Amica al Castello Sforzesco di Milano dove si è svolto il primo mercato del baratto per fare la spesa a costo zero con formaggi, salumi, frutta e vino pagati con scarpe, orologi, quadri, libri e cd.Contro la crisi della moneta si tratta – sottolinea la Coldiretti – della prima esperienza italiana di mercato di scambio fisico di prodotti alimentari Made in Italy con convenienza reciproca senza spendere un euro. Un’iniziativa per evidenziare i danni provocati dalla finanza esasperata degli ultimi anni, ma anche per sottolineare l’importanza – continua la Coldiretti – di tornare a sostenere l’economia reale in un difficile momento di crisi.
Si scoprono – precisa la Coldiretti – vecchie ricette come il baratto, ma in formule diverse e innovative. Il successo dello scambio di merci senza moneta è testimoniato dal fiorire di iniziative con al centro questa pratica: si va dagli “swap party” (dall’inglese to swap, scambiare), veri e propri mercati del baratto, agli “swap shop”, i negozi del riciclo di lusso dove si scambiano oggetti e vestiti alla moda che non si utilizzano più, ma anche libri e musica. E a proposito di libri, sempre più diffuso è il fenomeno del bookcrossing, ossia dello scambio di libri: l’idea di fondo è di rilasciare libri nell’ambiente, affinché possano essere ritrovati e quindi letti da altri, che a sua volta poi possono farli proseguire nel loro viaggio.Una forma particolare di baratto – continua la Coldiretti – è costituita dalle banche del tempo, associazioni ad iscrizione gratuita dove ci si scambia servizi o piccole commissioni quotidiane. Ad esempio un lavoretto in casa per una seduta di stiratura, la compilazione di moduli e documenti in cambio di qualche ora come baby sitter. In Italia, attualmente, sono già più di 200 quelle attive.
Oltre al baratto però ci sono diversi modi per risparmiare senza rinunciare alle proprie abitudini e alle proprie passioni. In ambito lavorativo c’è chi, ad esempio, ha deciso di condividere l’ufficio con altre persone che fanno lavori completamente differenti: è il coworking, una pratica il cui scopo è ammortizzare i costi di affitto e di gestione (come la corrente, il collegamento internet, la pulizia dei locali…) senza dover rinunciare alla propria indipendenza.C’è chi condivide l’ambiente di lavoro e chi invece il divano di casa propria. E’ la filosofia del couchsurfing: in pratica si mette a disposizione la propria abitazione come base di appoggio per i viaggiatori che vengono a visitare la città in cui si vive. Le persone ospitate generalmente ricambiano l’accoglienza con piccoli favori, come cucinare o fare la spesa per l’intero periodo di permanenza. L’omonimo network, da cui nel 2003 ha preso il via questo modo di viaggiare, conta oggi – conclude la Coldiretti – oltre 6 milioni di iscritti, residenti in più di 100 mila città di tutto il mondo.


1 commento:

Gadamer ha detto...

L'unico antidoto alla crisi è il baratto! Segnalo a tal proposito il sito www.mangrow.net dove utenti di tutto il mondo possono scambiare servizi.