L’Invalsi E La Discriminazione Verso I Disabili, Una Lettera Di Una Studentessa Di Trieste


“Qualunque sia la tipologia di disabilità di un alunno, essa deve essere segnalata sulla Scheda-risposta dei singoli studenti, barrando l’opzione più appropriata fra quelle di seguito indicate (che rispecchiano la categorizzazione utilizzata per l’esame di conclusione del primo ciclo): 
1=disabilità intellettiva; 
2=disabilità visiva: ipovedente; 
3=disabilità visiva: non vedente; 
4=DSA; 
5=altro. 
Ciò consentirà di considerare a parte i risultati degli alunni disabili e di non farli rientrare nella elaborazione statistica dei risultati di tutti gli altri alunni. Tenuto conto di quanto sopra, la decisione di far partecipare o meno (e se sì con quali modalità) gli alunni con certificazione di disabilità intellettiva (o di altra disabilità grave), seguiti da un insegnante di sostegno, alle prove INVALSI è rimessa al giudizio della singola scuola. Questa può: 
1) non far partecipare alle prove gli alunni con disabilità intellettiva o altra disabilità grave, impegnandoli nei giorni delle prove in un’altra attività; 
2) farli partecipare insieme agli altri studenti della classe, purché sia possibile assicurare che ciò non modifichi in alcun modo le condizioni di somministrazione, in particolare se si tratta di classi campione. Si ribadisce che, in ogni caso, i risultati di tutti gli alunni per cui sia stata segnalata sulla Scheda-risposta individuale una condizione di disabilità verranno elaborati in maniera a sé stante così da non incidere sul risultato medio della scuola o della classe.”
Bene, anzi male, tutto quello che ora avete letto, sono le indicazioni fornite dall’Invalsi alle scuole pubbliche italiane, in merito allo svolgimento delle prove Invalsi di queste settimane che sono contrastate da una buona fetta della comunità scolastica e non solo, io in primis, comunità scolastica che il giorno 16 maggio ultimerà la tre giorni di sciopero proprio contro il sistema Invalsi nella scuola.

Codici, numeri, discriminazione, esclusione e violenza pura. Che altro aggiungere?
Che dietro i codici, le etichette, si celano persone, esseri umani.
Una lettera di una studentessa disabile di Trieste, pubblicata sul suo blog, spiega come vive sulla propria pelle questo senso di forte ed immensa ingiustizia.
“Fino ad oggi, sentendo parlare delle prove invalsi mi veniva in mente solo la definizione “cosa inutile, mascherata da test di valutazione dell’apprendimento”. Da questa mattina, dopo aver parlato con il mio professore di Scienze Sociali, sono arrivata all’amarissima conclusione che le prove invalsi rappresentano un nuovo strumento di fortissima discriminazione. Infatti, il 16 maggio, giorno in cui si svolgeranno i test, gli studenti disabili saranno allontanati dalle loro classi di appartenenza, in quanto non prenderanno parte all’attività. Ciò accade perché durante queste prove non è prevista la presenza dei professori di sostegno. Durante lo svolgimento delle prove, infatti, è proibito dare qualsiasi tipo di aiuto agli studenti; perciò, a detta di chi promuove questa tipologia di verifica del livello di apprendimento delle classi, gli studenti disabili sballerebbero i risultati. Personalmente, sono profondamente scandalizzata da come possa venire promossa una tale discriminazione all’interno dell’istituzione scolastica e, in particolare all’interno di un liceo come il Carducci-Dante di Trieste che ha sempre lavorato per l’integrazione degli studenti disabili nella scuola. Allontanare gli studenti con disabilità dalle classi, equivale a sputare sopra la nostra Costituzione e al principio di uguaglianza che essa stessa sancisce. Cristina PERINI Trieste, 10 maggio 2013”

MarcoBarone
http://xcolpevolex.blogspot.it/

Note:
Questo mio intervento con la bellissima lettera di Cristina è stato inoltrato alla Presidenza della Camera dei deputati dai cobas di Palermo e la Presidenza della Camera ha risposto in questo modo:
***
“La Presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini, ha ricevuto la sua e-mail e ne ha preso visione.
Al riguardo, desideriamo comunicarle che la Presidente ha disposto che copia della sua e-mail sia trasmessa alla Commissione parlamentare competente, affinché i deputati che ne fanno parte possano prenderne visione ed assumere le iniziative che riterranno appropriate. 
La Segreteria della Presidente della Camera dei deputati”

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