Incendiate due carrozzine per disabili


Piromane nel ripostiglio di un palazzo a Lunetta. Una è di un anziano ricoverato al Poma. L’ipotesi: vendetta tra condomini.

MANTOVA. Il bersaglio del piromane erano le due carrozzine per disabili. Una di un 75enne da un mese ricoverato al Poma per problemi di diabete, l’altra di un pensionato deceduto circa un mese fa. È entrato nel ripostiglio del condominio al piano terra e probabilmente ha spruzzato una sostanza infiammabile. Poi ha dato fuoco.
Nel giro di pochi secondi una delle due carrozzine è stata divorata dalle fiamme, l’altra solo danneggiata. Ma il fumo che ha invaso scale e corridoi del palazzo Aler di via Juvara 52 a Lunetta ha fatto fuggire in strada tutti i condomini.
Il rogo, di sicura origine dolosa, è stato appiccato ieri pomeriggio intorno alle 14. Nessun testimone e per questo il lavoro d’indagine sarà piuttosto difficile. La carrozzina completamente distrutta è quella di Giovanni Borghi, dializzato, ex dipendente Telecom e attualmente ricoverato all’ospedale cittadino. «Hanno fatto una carognata – racconta in lacrime la moglie Giovanna Cudia – non è possibile incendiare delle carrozzine per disabili. Adesso come faremo, io i soldi per comperarne una nuova non ce li ho e quindi dovrò rifare tutta la trafila con l’Asl. Mio marito tra un po’ verrà a casa e senza la carrozzina non riesce a camminare». Il pianto della donna si fa ancora più straziante quando entra in casa e guarda la foto della figlia scomparsa quattro anni fa all’età di 31 anni. «Ha subito un intervento ed è morta – riprende la donna – e adesso non c’è più, ma io voglio giustizia, almeno quella». L’allarme incendio è scoppiato poco dopo le 14, quando un inquilino del terzo piano ha sentito puzza di fumo. Tutti fuori. Poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco e le forze dell’ordine per eseguire i primi rilievi.
Carabinieri e polizia hanno raccolto alcuni brandelli delle carrozzine incendiate per ulteriori verifiche. Due le piste seguite: la mano incendiaria potrebbe essere stata animata da rancori di cattivo vicinato oppure da qualcuno che ha scelto lo scantinato come luogo dove trascorrere la notte. Estraneo fino a un certo punto, perché alcuni residenti del condominio ricordano che ormai da tempo negli altri due ripostigli al piano terra vengono trovate tracce di bivacco: sigarette, lattine di birra e in una occasione anche sterco umano. «Qui andiamo tutti d’accordo – sottolinea un inquilino – non credo che ci sia qualcuno capace di un gesto di questa viltà». Ma c’è anche chi la pensa diversamente: «È meglio che non parliamo – dice un altro residente – le forze dell’ordine ci hanno detto di non dire nulla, ma noi un’idea ce l’abbiamo e anche molto precisa».

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