Oltre 30.000 infermieri disoccupati o precari, il Ministero dell'Università corre ai ripari e...

Scritto da Angelo Riki Del Vecchio 

ROMA. Il lavoro per gli infermieri non c'è? Si blocchino i Corsi di Laurea. E' in fase di studio una proposta di Legge da parte del Ministero per l'Università e la Ricerca (MIUR) per ridurre l'accesso agli studenti relativamente ai Corsi di Laurea in discipline sanitarie, visti gli esuberi che solo nel campo infermieristico si sono creati negli ultimi tre-quattro anni. Si contano, infatti, oltre 30.000 infermieri senza lavoro o con lavoro a tempo determinato e precario.Tutte persone preparate da vari Atenei italiani pubblici e privati e che oggi giustamente aspirano ad un posto di lavoro. Fonti del MIUR fanno sapere che partiranno già da quest'anno criteri di selezione più specifici, che premino i più bravi e che lascino a casa chi comunque non sarà un discreto operatore sanitario e non riuscirà di fatto a superare mai alcun concorso pubblico.
Via gli "asini" dalle facoltà, ma anche maggiori controlli sulle Università e sulle Aziende Ospedaliere pubbliche e private, che continuano a segnalare carenze di personale che in realtà non esiste (semmai il contrario).
A rischiare, questa volta, sono gli stessi addetti degli atenei e i tutor didattici che continuano a fornire notizie al MIUR (in previsione del numero dei posti a concorso per ogni Anno Accademico) totalmente prive di ogni fondamento.
E' un atteggiamento quello degli Atenei, ma di riflesso anche dello stesso Ministero, che andava finora contro ogni principio etico, morale e civile. Dal prossimo concorso di selezione le cose dovrebbero cambiare, come già stanno cambiando le docenze, finalmente affidate a persone esperte e specializzate in didattica.
Il Ministero e le Università a tal proposito hanno da tempo avviato dei test di verifica e di "gradevolezza" sottoposti agli stessi studenti, chiamati a valutare l'efficienza, l'efficacia e l'appropriatezza dei contenuti delle lezioni e degli stessi docenti. Il Ministero inviterà le Regioni a meglio vigilare sulle scuole di preparazione per Operatori Socio Sanitari, dove la richiesta è praticamente giunta alla fine e dove sfornare sempre nuovi OSS significa, come nel campo degli infermieri e di altre professioni sanitarie, creare disoccupati e disperazione.
In un momento così difficile per l'Italia o si salvano i docenti (molti dei quali sono già dipendenti delle ASL o di altre strutture) o si salvano i giovani dello Stivale più bello del mondo! Chi vincerà questa battaglia?

Fonte http://nurse24.it/universita/

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