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09 settembre 2011

Casa in affitto negata quando lo vedono su una sedia a rotelle.



Roberto Murgia, 43 anni, di Olbia, da 8 mesi vive su una carrozzina. Vorrebbe una casa al piano terra, ma appena si presenta la casa non è più disponibile. «Ho fatto chiamare ad altri ed era di nuovo libera. Perché fanno così?»

di Luca Rojch

OLBIA. Roberto è un eroe. Un superuomo inchiodato in una carrozzina da otto mesi. E per sempre. Un giorno la sua aorta è esplosa, scoppiata come un palloncino. Il suo corpo si è spento e solo per caso è sopravvissuto alla morte. La sua fortuna gli ha regalato una vita a rotelle. Paralizzato dal torace in giù. Lui che a 45 anni mangiava la vita, con una moglie e tre figli piccoli. Un lavoro. Ora riesce a sorridere anche in questo tratto in salita dell'esistenza.

Roberto Murgia non ha tempo per disperarsi. Deve affrontare un altro paradosso della sua nuova condizione. Deve trovare casa in affitto. Nella città con 3mila appartamenti sfitti, nessuno è disposto a dare un letto e un tetto a lui e alla sua famiglia.

«Da sei mesi vado alla ricerca di una casa, ma succede sempre la stessa cosa - racconta Roberto -. Al telefono sono disponibili, ma appena mi vedono scatta uno strano meccanismo. Sono gentilissimi e cortesi. Ma quando richiamo per chiudere l'accordo l'appartamento è già stato affittato. In sei mesi ho visto 15 case, ed è sempre accaduta la stessa cosa. Le prime volte non ci ho badato. Ho creduto alla buona fede, poi la coincidenza mi è sembrata sospetta. Continuavo a vedere nelle riviste specializzate gli stessi annunci. Così ho fatto chiamare qualche mio conoscente. E come per miracolo la casa che per me era affittata, per chi arrivava sulle proprie gambe all'appuntamento era disponibilissima. Nei mesi mi sono quasi abituato a questa pratica selvaggia. Qualcuno è arrivato anche a tirare dritto al luogo dell'appuntamento, senza fermarsi. I soldi non sono un problema. Sono in condizione di pagare un prezzo di mercato. Ma non trovo nessuno disposto a darmi una casa in affitto. Non credo che non ce ne siano».

Poi ruvido aggiunge. «Tutti pensano che se fai entrare un handicappato in casa, non lo butti più fuori. Anche se nessuno ha il coraggio di dirlo in modo schietto». Per un atroce destino Roberto fino a novembre assisteva le persone bloccate in casa da patologie gravi. «Lavoravo in una ditta che faceva ossigeno-terapia a domicilio per conto della Asl - spiega -. Un'azienda di Cagliari. Vivevo là e per un lungo periodo ho viaggiato ogni giorno verso Olbia. Lavoravo come un disperato. 17 ore al giorno. Poi ho deciso di trasferirmi, ho preso una casa a Cugnana, sulla campagna che si affaccia sul golfo. Ma per arrivare nella villetta in cui ancora oggi sto bisogna fare tre chilometri di strada bianca. Una via accidentata in cui anche chi mi fa assistenza fa fatica a domare. Per questo sono alla ricerca di una nuova casa».

Roberto ricorda il giorno che ha cambiato la sua esistenza. La rottura dell'aorta ha creato un'emorragia devastante che ha causato una lesione spinale irreversibile. «Ero qua, alle 7 del mattino mi sono sentito male - racconta -. Sono arrivato alla strada principale, là c'era l'ambulanza. Poi mi hanno salvato la vita a Sassari. Ma sono rimasto paralizzato». La sua voce è limpida, con l'entusiasmo di chi ritorna alla vita. Neanche un'ombra di paura di chi deve affrontare una esistenza inchiodata. «Sono fortunato - spiega -, ho una famiglia stupenda. Accanto a me ho una persone fantastica, e o tre figli. Il più grande ha 9 anni, i gemelli ne hanno 7. Mi secca solo non riuscire a rispondere alle loro domande. Mi chiedono perché nessuno voglia darci in affitto una casa. Se devo essere sincero non so cosa dire. Non voglio pensare che questa magnifica città sia capace di tanto cinismo. Io non mi arrendo. Sono combattivo per carattere».

Il volto scavato trasmette serenità, come se non ci fosse spazio nella sua mente per la sfiducia, l'abbattimento. Come chi vive in modo ordinario una condizione straordinaria. «Spero che qualcuno mi possa venire incontro. Non ho grandi pretese - conclude Roberto -. Certo mi serve una casa al piano terra con un piccolo giardino che possa essere raggiunta in modo semplice. Una casa in cui ci possa stare la mia famiglia. E possa ritrovare la serenità per andare avanti. Ma non mi sembra qualcosa di troppo complicato». Viene avanti e saluta tutti con un sorriso, con la forza di un superuomo più forte di qualsiasi diversità.

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito http://lanuovasardegna.gelocal.it/

Aggiornamento 9 settembre 2011 ore 20:12

Quello che avete letto sopra a quanto pare non è un caso isolato. Nel corso della giornata ho ricevuto diverse segnalazioni di persone con disabilità che hanno subito lo stesso trattamento razzistico. Su  youtube ho trovato un video di un inchiesta che l'emittente televisiva Retesole fece a Roma nel 2008. Grazie alla segnalazione di un ragazzo disabile, di nome Francesco, fu presentato un esposto alla Procura di Roma, in quanto fu documentato senza alcun dubbio che a Roma (ripeto nel 2008) ben 7 agenzie immobiliari su 10 negavano l'affitto ad un ragazzo disabile.

Ecco il video


Non va per niente bene, tutto questo è inaccettabile e ogni singolo caso deve essere denunciato all'autorità giudiziaria!

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