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02 settembre 2011

Lettera delle persone con disabilità a Giorgio Napolitano



Il nostro giudizio sui tagli al sociale previsti dalla manovra economica è chiaro e netto: si tratta di una catastrofe umana, oltre che sociale ed economica, che bisogna scongiurare a tutti i costi. Un disabile grave, attaccato 24 ore su 24 a un respiratore artificiale, che ha bisogno che il catarro gli venga aspirato ogni mezz’ora e che ha un familiare (in genere la madre, la moglie o la sorella) totalmente dedicato alla sua assistenza, ha visto già, con i recenti tagli al sociale, una riduzione delle poche ore di assistenza domiciliare, se non l’annullamento completo, lasciando tutto a carico della famiglia. Oggi, con i nuovi previsti tagli all’indennità di accompagnamento di 487,39 euro e alla pensione di invalidità civile di 260,27, euro si mette in serio pericolo la sopravvivenza non solo del disabile, ma di tutta la famiglia. Per non parlare delle negative conseguenze su badanti, assistenti, fisioterapisti e altre figure coinvolte.
Persino gli Istituti dove sono ricoverati non solo disabili gravi, ma anche anziani affetti da malattie senili come l’Alzheimer, saranno costretti a rimandare a casa molti pazienti, se non avranno una integrazione pari agli assegni che saranno cancellati. Si parla anche di tagli alla riabilitazione, come se per un ragazzo distrofico l’esercizio fisioterapico giornaliero fosse un inutile lusso, e non un trattamento fondamentale per la sopravvivenza stessa di un individuo permanentemente immobile a letto, per contrastare le retrazioni tendinee e la degenerazione muscolare, per il metabolismo stesso.
È un problema che con la disabilità coinvolge tutto un sistema economico, a partire dagli stessi lavoratori dei servizi e delle aziende sociali, passando per assistenti, cooperative, badanti, trasportatori, fino ad arrivare alle sanitarie e ai produttori di ausili, perché moltissimi ausili non sono forniti dalle ASL e i disabili devono acquistarli con i soldi propri.
Di questo passo, di taglio in taglio, anche la sopravvivenza stessa degli esseri umani sarà considerata come opzionale e facoltativa. È per questo motivo che manifestiamo il 31 agosto, consegnando al Prefetto la seguente lettera indirizzata al Presidente della Repubblica, con la richiesta di intervento per scongiurare i tagli previsti.
Caro Presidente di tutti noi italiani,perdonaci se ti diamo del “tu”, ma questa familiarità ci viene spontanea in quanto ti consideriamo come un padre per tutti noi.Noi purtroppo siamo i figli che hanno problemi, quelli nati con qualche “difetto” o quelli che hanno avuto la sventura di incontrare, nella loro vita, la disabilità.
Dopo l’azzeramento del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze, dopo la riduzione del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali, avvenuti negli scorsi anni, ora si parla addirittura di intervenire sulle pensioni di invalidità e sulle indennità di accompagnamento. Oltre a ricordare che stiamo parlando di importi singoli molto bassi, motivo per il quale da anni ci aspettavamo un adeguamento, vogliamo portare alla tua attenzione che tutti, e sottolineiamo tutti, i disabili percettori, senza queste pur piccole somme avrebbero seri problemi di sopravvivenza.
Ti chiediamo solo un deciso intervento in favore di quei figli svantaggiati, che, sicuramente non sono causa del disastro finanziario esistente, ma rischiano di diventarne le vittime principali. Stiamo tentando di portare il problema all’attenzione dei media, e, contestualmente vorremmo evitare la consueta aria compassionevole e pietistica che, in genere, qualcuno ci attribuisce.
Non chiediamo nessun favore, vorremmo solo il rispetto di diritti come le Pari Opportunità e la Non Discriminazione, appellandoci alla Costituzione e alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità.Confidiamo nella tua grande umanità e nel tuo senso di giustizia ed equità con la speranza di non dover subire una ennesima discriminazione che getterebbe nella disperazione più di due milioni di cittadini.
Un grande ed affettuoso abbraccio.
Camillo Gelsumini
Presidente Sezione UILDM di Pescara

La versione integrale di questo articolo è disponibile sul sito www.uildm.org

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