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27 ottobre 2012

Allergia al nichel. I cibi e gli oggetti da cui stare alla larga

Il nichel può avere effetti nocivi sulla salute, scatenando delle reazioni allergiche. Vediamo quali sono i cibi che ne contengono di più e le accortezze da usare nel maneggiare taluni oggetti

Per le sue caratteristiche chimico-fisiche, il nichel è un metallo abbondantemente usato nell’industria, soprattutto per la preparazione delle leghe caratterizzate da resistenza al calore e alla corrosione. In particolare, il nichel è impiegato per la produzione della maggior parte degli oggetti di uso quotidiano con i quali siamo perennemente in contatto: bigiotteria, orologi, cellulari, maniglie, cerniere, stoviglie, pentole, accendini, forbici, aghi, batterie, coloranti, materiale elettrico, ceramiche, parti metalliche di occhiali. È un componente anche delle tinture per capelli e dei prodotti per le permanenti. Leggendo le etichette, possiamo constatare come il nichel sia un ingrediente usato anche in cosmesi, lo ritroviamo infatti, nello shampoo, prodotti per il make-up, smalti (in particolare quelli di colore verde), prodotti per la rasatura, dentifrici.


Cosa fare in caso di allergia

I soggetti allergici devono necessariamente ridurre la possibilità di assunzione e di contatto col metallo. Vediamo come:
Ridurre drasticamente o eliminare alcuni alimenti: cacao, cioccolato, legumi freschi e secchi (i ceci sembrano più tollerati), cereali, farina di mais, farina e prodotti integrali, noci, mandorle, spinaci, asparagi, pomodoro intero e concentrato, margarina, pere, lievito chimico, liquirizia, funghi, lattuga, grano saraceno, pasta sfoglia, alimenti in scatola, aringhe, ostriche, acciughe,the.
Gli alimenti con minore contenuto in nichel, generalmente tollerati e da assumere con moderazione sono: pasta e pane con farina 00, cetrioli, melanzane, peperoni, zucca rossa, zucchine, marmellate, cavoli, carote, banane,cipolla.
Gli alimenti permessi sono: carne bianca e rossa, pesce (ad eccezione di quello precedentemente elencato), patate, uova, latte, formaggi, agrumi, mele.
• In base agli studi fino ad ora fatti, l’acqua imbottigliata è sicura; mentre, quella dei nostri rubinetti è consigliato farla scorrere prima di berla o utilizzarla per la cottura dei cibi in modo da ridurre l’assunzione del metallo maggiormente concentrato nell’acqua iniziale perché rilasciato dalle tubature. La filtrazione dell’acqua con caraffe o con sistemi che si applicano ai rubinetti non aiuta a ridurre la concentrazione del metallo.
• Quando si cucina, è preferibile prendere alcune precauzioni: non usare pentole smaltate, in teflon, in alluminio. Usare esclusivamente stoviglie di vetro, acciaio inox 100%, vetroceramica proprio per evitare che le sostanze acide contenute nei cibi favoriscano la dissociazione e, quindi, il rilascio del nichel dagli utensili usati.

Sintomi e zone più colpite

I soggetti allergici al nichel sviluppano una dermatite allergica da contatto (DCA), che si può sviluppare anche in zone lontane dal sito di contatto. Le mani e le orecchie sono le zone che manifestano più frequentemente la reazione allergica; ma a volte sono anche interessate le mucose del cavo orale a causa della presenza di questo metallo nelle protesi. L’esposizione al nichel può inoltre provocare: prurito, asma, bronchite, ulcere cutanee, angioedema, dermatite nelle zone flessorie, rash maculopapulare e vasculite. Altri sintomi aspecifici osservati sono: diarrea, crampi addominali, emicrania e meteorismo. Anche lo stress psico-fisico e le variazioni stagionali possono influire sulla manifestazione allergica. I fumatori assumono una maggiore dose di nichel tramite i loro polmoni. Tutti i sintomi elencati dipendono dalla dose del metallo assunto; inoltre, non è stato ancora potuto stabilire la dose minima di nichel tollerata dai soggetti sensibili. In media, l’intervallo di tempo tra l’ingestione del nichel e la comparsa di sintomi varia da 1 a 24 ore.

Il nichel nel piatto

Il cibo può essere contaminato dal nichel, che viene rilasciato dai contenitori usati per la vendita di alimenti già pronti , oppure dall’uso di pentole e utensili da cucina per la preparazione dei cibi. Gli alimenti, soprattutto di origine vegetale, contengono normalmente il nichel. La concentrazione dipende dal tipo di suolo e dal livello di inquinamento del terreno e delle acque. L’assunzione giornaliera dipende dalla quantità di alimenti di origine vegetale e animale consumati. In genere possiamo affermare che i cibi con maggiore contenuto di nichel sono i cereali, i legumi e il cioccolato, proprio perché per la loro coltivazione e manipolazione vengono usati pesticidi e attrezzature contenenti questo metallo. In media, l’assunzione giornaliera è compresa tra 200-600 mcg, ma il nostro corpo è capace di assorbire a livello gastro-intestinale una quantità variabile tra 1-10%, la percentuale rimanente verrà eliminata. La tiroide e la ghiandola surrenale sono gli organi dove il metallo maggiormente si accumula.

Chi è più esposto

La continua esposizione al nichel può avere effetti nocivi sulla salute, scatenando delle reazioni allergiche: circa il 20% della popolazione ne soffre. L’allergia al nichel è cronica, può manifestarsi a qualsiasi età e le donne sono più colpite proprio perché hanno, rispetto agli uomini, maggiori possibilità di esposizione. Le donne hanno infatti un contatto più frequente con questo metallo proprio perché usano bigiotteria, cucinano più degli uomini, utilizzano una maggiore quantità di prodotti per la cura del corpo. I parrucchieri sono una categoria di lavoratori maggiormente esposti al nichel, infatti, il 20-40% soffre di questa allergia in seguito al contatto prolungato con la pelle e alle inalazioni sprigionate dai prodotti usati.

Fonte piusanipiubelli.it
immagine di vitadamamma.com

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