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02 ottobre 2012

Dramma a Carovigno «L’Asl non mi permette di curare mio figlio»

di Pasquale Camposeo - “Oltre al danno anche la beffa. Ho chiesto un incontro con il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola”. Non si rassegna e non ha nessuna voglia di mollare Luisa Maldarella, mamma di Lillo Santoro il giovane militare di carriera del Battaglione San Marco del distaccamento di Brindisi che il 4 agosto scorso ha compiuto 33 anni, da nove in stato vegetativo persistente per conseguenze post- anossiche con danni cerebrali, parietali, temporali e corticali.
Da quando ha avuto inizio la disavventura di suo figlio Lillo nell’agosto del 2003 mentre in vacanza con i genitori, quando il suo cuore andò in arresto cardiaco, mamma Luisa continua la sua battaglia a tutti i livelli, anche legali, per dare a Lillo una migliore possibilità di stare meglio.
Da quel drammatico giorno Lillo Santoro vive attraverso gli occhi di mamma Luisa e di tutta la famiglia e ieri nella trasmissione televisiva del Tg 5, “Indignato speciale”, mamma Luisa ha costernato tutta la sua amarezza e indignazione contro i servizi e le strutture pubbliche della Asl di Brindisi che non le danno una mano per alleviare le sofferenze del giovane militare. In questi ultimi anni Lillo è stato sottoposto in una clinica nella città di Valens in Svizzera ad una terapia intensiva riabilitativa.
Le cure stanno avendo alcuni effetti positivi su Lillo, ma vi è la necessità che ci sia continuità dei cicli, almeno due l’anno, altrimenti gli sforzi e i sacrifici fatti risulterebbero vani. L’ultimo viaggio della speranza nella clinica elvetica è stato a marzo di quest’anno. Una dura e lunga battaglia alla quale tutta la famiglia è sottoposta in questi anni soprattutto per i notevoli sacrifici economici. In loro aiuto si è mobilitato tutto il mondo di facebook con oltre 20 mila contatti, l’intera comunità carovignese in prima linea l’associazione “bici e solidarietà”, la parrocchia di Santa Maria Assunta retta da don Pino Nigro, l’associazione “L'equipe del cuore” di Roma” che ha organizzato tempo fa una sfida di calcio di solidarietà nella “Partita del cuore” tra la nazionale attori contro la squadra degli “amici di Lillo”. “ Il caso dolente di questa vicenda, oltre il grave stato di mio figlio, - ha spiegato mamma Luisa- è l’indifferenza della Asl di Brindisi che non concede a mio figlio i soldi necessari per le cure a Valens in Svizzera.
Nelle altre province pugliesi, come quella di Bari, le famiglie che vivono lo stesso dramma fanno richiesta alla propria Asl e ricevono un primo acconto per le spese. Non capisco perchè questo distretto debba essere diverso dagli altri e il malato non possa avere gli stessi diritti. Per questa ragione siamo in causa con la Asl di Br. Mi batto perchè mio figlio abbia gli stessi diritti e le stesse cure che hanno gli altri malati”
. “ Devo ringraziare i tanti amici di facebook e le associazioni,- ha aggiunto mamma Luisa- che ci hanno sostenuto in questi anni finanziariamente, ma la crisi economica che la gente sta attraversando in questo periodo non permette di offrire ulteriore aiuto. Tocca alla sanità pubblica aiutarci nel risolvere questo dramma che stiamo vivendo “.

Da LaGazzettaDelMezzogiorno.it del 29 Settembre 2012

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