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06 settembre 2012

Acqua, un buon bicchiere di arsenico e altri veleni

Corrado Clini, ministro dell'ambiente del governo Monti, in questo fine settimana a 40 gradi non si è trattenuto dal rendere pubbliche le cinque mosse della sua strategia per uno sviluppo sostenibile del Paese. E nell'elencare le priorità, durante il primo consiglio dei ministri post-ferragostano, ha fatto sapere che la gestione delle risorse idriche c'è, ma è all'ultimo posto della sua strategia.

E' infatti il quinto ed ultimo punto che ha elencato. E non credo sia stato un caso. Se non altro per una questione di coerenze e coincidenze che fanno capo allo stesso governo che rappresenta.
Entro dicembre 2012 il ministro punta ad adottare un Piano Nazionale per la Gestione Integrata delle Risorse Idriche in Italia, con l'indicazione delle misure per il raggiungimento degli obiettivi, e la definizione degli indicatori necessari per l'applicazione delle tariffe agli usi delle acque.

Sempre a dicembre scade la proroga votata dal consiglio dei ministri, lo scorso marzo e quindi anche da Clini, per l'emergenza arsenico e altri veleni che scivolano indisturbati in dosi dichiarate nocive nel resto del mondo nell'acqua dei rubinetti bevuta da milioni di italiani. Un problema non di oggi, certo. Ma la sicurezza della potabilità dell'acqua dovrebbe essere quantomeno menzionata come priorità dal ministro per l'ambiente di un Paese messo sotto accusa dall'Unione europea per l'alta concentrazione di arsenico riscontrata negli acquedotti dannosa per gli esseri umani.

E nel 2012 sono stati 112 i comuni che hanno ottenuto nuove deroghe per i parametri di qualità dell'acqua potabile, concentrati nel Lazio e in Toscana. Si tratta sempre di deroghe per arsenico, boro e fluoruri, presenti nell'acqua del rubinetto in concentrazioni superiori ai limiti di legge. La questione delle deroghe - ricostruita da Cittadinanzattiva e Legambiente - è uno dei nodi da sciogliere quando si parla di acqua.
E un governo dovrebbe farsene carico.
Dal 2003, primo anno di richiesta, al 2009 sono state 13 le regioni che hanno chiesto di elevare i parametri di pericolosità delle sostanze considerate a rischio per la salute: Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto. Dopo 6 anni, Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria hanno chiesto una terza deroga per arsenico, boro e fluoruri, che la Commissione europea ha accolto solo parzialmente.

Ogni deroga infatti dura tre anni con possibilità di essere rinnovata al massimo per altre due volte: le prime due vengono decise dal ministero della salute mentre la terza deve avere il via libera della Commissione europea. Nel 2010 l'Europa ha concesso alcune deroghe respingendone altre. In particolare ha rifiutato il rinnovo per 128 comuni che avevano chiesto di innalzare la concentrazione dei livelli di arsenico nell'acqua dal limite stabilito di 10 microgrammi per litro a 30, 40 o 50 microgrammi per litro, a seconda dei valori riscontrati nei propri acquedotti. Bene, il ministro per l'ambiente Clini, prima di lanciare un piano di investimenti, ha il dovere di occuparsi della qualità dell'acqua che scorre negli acquedotti e che noi tutti beviamo. Se non altro per dare un segnale di discontinuità ai precedenti governi messi sotto accusa per aver camuffato una questione allarmante per la salute pubblica truccando i livelli di inquinamento degli acquedotti. Se non altro per assecondare i suoi preziosi consiglieri, come Paolo Messa, che sul Sole24ore di ieri ribadiva "l'ambiente è e sarà uno dei principali driver della crescita, in Italia e nel mondo". E, firmandosi con la qualifica di Consigliere del ministro dell'ambiente, si è sentito in dovere di avvertire che: "La partita, a ben vedere, non è appannaggio di ambientalisti o economisti, ma appartiene interamente alla sfera della polis, della nuova polis".

Peccato che nel frattempo, anche per quest'anno, ci siamo dissetati con acqua all'arsenico grazie alla polis delle deroghe e pagato bollette salate. Dunque, al 31 dicembre mancano circa 4 mesi, la nuova polis dell'acqua ci lascerà l'amaro in bocca dell'arsenico? Seguiteci e lo scopriremo insieme. Anche la polis idrica del governo Monti sarà oggetto di attenzione da parte di Maree, ci occuperemo dello stato delle acque, degli acquedotti e della loro gestione in attesa della nuova green-polis auspicata dal ministro Clini e il suo consigliere Messa.

Nel frattempo confidiamo nelle notizie che ci arrivano dalla comunità internazionale: "La posta in gioco è alta e l'importanza della sicurezza alimentare e dell'acqua necessaria per produrre il cibo non deve essere sottovalutata". Il monito rassicurante ci arriva da Stoccolma ed è del professor Anders Jagerskog.

Dal 26 al 31 Agosto 2012 ricercatori, professionisti ed esperti del settore scientifico, economico, della comunità politica e civile si sono dati appuntamento nella capitale della Svezia per la Stockholm World Water Week. Clini sarà stato informato? Noi vi terremo aggiornati sulla sicurezza dell'acqua secondo il summit svedese e sull'arsenico di casa nostra.

Fonte http://www.globalist.it/


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1 commento:

Ernest ha detto...

ottimo post, grazie :)