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13 settembre 2012

Disabili e diritto al lavoro: al Sud il numero più basso di occupati

Diminuisce anche il numero degli iscritti all'ufficio di collocamento, passando da 743.623 persone a 644.029.

LECCE - Se a livello nazionale arrivano timidi segni di ripresa sull'attuazione della legge 68/99 sul collocamento dei disabili, il Sud si conferma maglia nera. Lo dimostrano gli ultimi dati sul lavoro per le persone disabili presentati durante la sesta relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della legge «Norme per il diritto al lavoro dei disabili» realizzata da Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori): dopo il calo del 2009 (-26%), nel 2010 le lettere di assunzione firmate sono aumentate del 6% (circa 22mila). Un dato positivo che si è stabilizzato nel 2011.
Fanalino di coda, però, ancora una volta il Sud e le isole: l'89% degli avviamenti è avvenuto nelle regioni del Centro-Nord. Diminuisce anche il numero degli iscritti all'ufficio di collocamento, passando da 743.623 persone a 644.029. Un calo trainato, ancora una volta dal Sud e dalle isole (il 39%), che non hanno risposto all'indagine. In provincia di Lecce (sono dati del Csv del Salento) ad agosto 2012 su 25.070 persone iscritte nel registro delle categorie protette dell'ufficio di collocamento, 24.429 sono nella lista dei disabili.
Un dato che ha subito un incremento rispetto all'anno precedente, in cui gli iscritti alle liste speciali erano 22.959 dei quali 22.278 disabili e ancora di più rispetto al 2009, quando su 20.639 disoccupati, 19.969 erano disabili. Cresce quindi la richiesta di lavoro per le fasce protette, le prime a subire i contraccolpi della crisi. In Italia, l'obbligo vige per poco meno di 3mila amministrazioni e 45mila imprese per un totale di 34mila posti nel pubblico e 143mila nel privato. Nella provincia di Lecce negli ultimi sette mesi sono arrivate oltre 20 domande di esenzione parziale o totale di questo obbligo da parte di aziende.

Francesco Gravetti
redazioneweb@comunicareilsociale.com
Fonte corrieredelmezzogiorno.corriere.it

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