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20 settembre 2012

Sconti sull'Imu per disabili, artigiani, e per chi ospita i figli

Per il Comune (ndp Lodi) ciò comporterà una minor entrata fiscale per 200 mila euro, che va a sommarsi alle agevolazioni già concesse a giugno per 330 mila euro, con un totale dunque di 540 mila euro.
di Laura De Benedetti - Sconti sul saldo dell’Imu da pagare entro il 17 dicembre (Ansa). Sconti sul saldo dell’Imu (la scadenza è il 17 dicembre) in arrivo per chi ha in casa disabili gravi, figli in affido, per le seconde case date in comodato a figli (o genitori), per alcuni i magazzini artigianali o commerciali: per il Comune ciò comporterà una minor entrata fiscale per 200 mila euro, che va a sommarsi alle agevolazioni già concesse a giugno per 330 mila euro, con un totale dunque di 540 mila euro.
Il sindaco Lorenzo Guerini e l’assessore al Bilancio Gianbattista Pera hanno rimarcato il loro impegno «volto a tutelare in primo luogo l’abitazione e in secondo le attività produttive», se il gettito della prima rata (che ha portato nelle casse comunali 4 milioni 850mila euro di euro effettivi sui 13,3 stimati, 20 compresa la quota del Governo) lo avesse consentito. «Come componente dell’Anci (l’associazione nazionale dei Comuni ndr) — afferma Guerini — posso dire che abbiamo vinto la nostra battaglia col Governo il quale aveva previsto un taglio ai trasferimenti legato al gettito presunto dell’Imu, sostenendo che se poi le entrate della prima rata dell’Imu non fossero state sufficienti l’ente locale avrebbe potuto sempre alzare la seconda rata.
Noi ci siamo opposti fino ad ottenere che il Governo rendesse noto il gettito previsto di ogni comune sulla base del quale stimava i tagli e si impegnasse ad un riequilibrio in caso di differenze. A Lodi tale differenza ammonta a un milione di euro: è la cifra di troppo che il Governo ci ha tagliato e ora ci deve reintegrare. Tale importo ci permetterà di finanziare la manutenzione delle scuole, di accantonare, secono la legge, 100 mila euro per la svalutazione dei crediti e di effettuare questi nuovi sconti sull’Imu. Resta invece ancora in sospeso il taglio previsto dalla spending review che, per Lodi, oscillerebbe tra 350 e 600 mila euro, a seconda degli accordi che verranno presi, nei prossimi giorni, nella conferenza unificata: ne discuteremo poi a novembre negli assestamenti di bilancio».

Per quanto riguarda l’Imu tutti avevano pagato, per legge, una prima rata dello 0,4% per la prima casa e del 0,76% per gli altri immobili. Il Comune aveva però già ipotizzato aliquote differenziate per la seconda rata. Ora, in questa fase di riequilibrio dei bilanci, ha deciso di abbassarne alcune.
«L’aliquota per chi lascia un immobile in comodato ai parenti di primo grado (con l’Ici era in esenzione totale), scenderà con la seconda rata Imu dal 0,97% (seconda casa) allo 0,76% — spiega Pera —. Lo ‘sconto’, che dovrebbe interessare circa 500 famiglie per un minor gettito di circa 107 mila euro, vale però solo per una abitazione: nel caso di due case date per esempio a due figli, il proprietario dovrà scegliere.
Per dimostrare l’uso effettivo dell’abitazione, chi paga meno dovrà poi consegnare in Comune una copia di un contratto di utenza (gas, luce) entro il 28 febbraio (data valida per tutte le certificazioni necessarie alle agevolazioni, ndr). Un’altra riduzione è prevista, su mandato del Consiglio, per i disabili (anche anziani) con handicap grave e per chi ha minori in affido. Quest’ultima categoria era penalizzata dal fatto di non poter ottenere lo sconto di 50 euro per ciascun figlio (non essendo adozione).
Per entrambi l’aliquota passa da 0,4 a 0,35% con un minor gettito stimato in 16 mila euro. Un’altra scelta è stata quella di andare incontro alle attività produttive, includendo anche la categoria catastale C2 (magazzini e locali di deposito) nell’aliquota di C1 (negozi-botteghe) e C3 (laboratori) ovvero 0,87% anziché 0,97%: vi rientrano, in pratica, scantinati addetti a magazzino di commercianti e artigiani, con un minor gettito stimato in 68 mila euro (250 mila euro totali compreso sconto prima rata). Infine riduzione (-8.700 euro) anche per le sedi delle onlus: 0,76% anziché 0,97%».


Fonte ilgiorno.it

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