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20 marzo 2012

Ecco come Google ti fa “ammalare”

Cercare i propri sintomi sul celebre motore di ricerca non è una buona idea. Gli scienziati ci spiegano perché. L’Huffington Post ci parla di chi s’improvvisa medico fai-da-te cercando su Google qualsiasi sintomo, più o meno grave che sia.

IL MALCOSTUME - Un nuovo studio pubblicato dal “Psychological Science” ha infatti dimostrato come una persona riesca ad auto-convincersi di avere i sintomi di una malattia, a seconda di cosa ha letto su internet. La curatrice dello studio, Virginia Kwan, psicologa all’Ariziona State University, ha spiegato: “Le persone tendono a dedurre le proprie malattie leggendo una stringa sullo schermo di un computer. Così facendo sono più portate a ‘sentirle’ nel loro corpo, convincendosi di essere malate”.

HAI IL CANCRO ALLA TIROIDE? – Per confermare questa posizione, i ricercatori hanno coinvolto degli studenti, divisi in tre gruppi, ai quali sono stati assegnati da “approfodire” online i sei sintomi del cancro alla tiroide, senza che ovviamente ciò fosse loro specificato. Il primo gruppo aveva i tre sintomi generali, come cambio di peso o stanchezza, seguiti dai tre sintomi specifici, come ad esempio il nodulo al collo. Al secondo gruppo sono stati assegnati gli stessi sintomi ma in ordine inverso. Al terzo invece erano stati assegnati, alternati, sintomi generali e sintomi specifici. E’ stato poi chiesto agli studenti di definire come si sentivano prima delle sei settimane della durata del test e se avevano sviluppato dei “disturbi” durante il periodo dell’esperimento.

CERTEZZE  - Secondo lo studio sono stati solo i componenti del terzo gruppo a non essersi convinti di aver sviluppato il cancro alla tiroide. A questo punto i ricercatori hanno condotto un esperimento simile con sei dei 12 sintomi del meningioma: le “cavie”, che li hanno cercati sul web, si sono detti convinti di avere il terribile tumore. Ma quando la lista è diventata completa, e anche gli altri 6 sono stati rivelati, i “malati immaginari” sono guariti all’istante.  

La morale? Non cercate su Google a cosa possa dipendere quel fastidioso mal di testa. Forse è meglio andare subito dal dottore.

La versione integrale e originale di questo articolo è presente sul sito
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