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09 marzo 2012

Razzismo cresce nel 2011, piu' discriminati est europei.

Relazione al parlamento. Web mezzo piu' usato grazie ad anonimato.

ROMA - In Italia si fa sentire ancora l'ombra sinistra del razzismo, che nella maggior parte dei casi viene espressa nei confronti di cittadini dell'Europa dell'est e dei Balcani: e' quanto si evince leggendo la relazione al Parlamento per il 2011, messa a punto per il nostro Paese dall'Unar, l'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. La discriminazione corre soprattutto sulle onde dei mass media e nella rete Internet, sostenuta in questi casi dall'anonimato.

A livello territoriale il numero massimo di segnalazioni sono state registrate nelle regioni del Centro (32,3%), seguito dal Nord-Ovest (27,5%), tallonato a sua volta dal Nord-Est (25,9%); distanziati invece il Sud e le Isole (14,3%). Nel 2011, spiega lo studio, si e' assistito a una forte crescita delle istruttorie relative a eventi di discriminazione: dalle 766 del 2010 si e' passati alle 1.000 del 2011. I mass media sono i luoghi piu' frequenti di discriminazioni, molto spesso supportato da Internet (che in questo settore fa la parte del leone, con l'84% di casi segnalati) dove l'anonimato amplifica la risonanza di gesti e parole: in questo ambito, evidenzia l'Unar, si e' registrato rispetto al 2010 un lieve incremento che ha portato il dato al 22,6% dei casi pertinenti (contro il precedente 20,2).

Brusca accelerazione nel mondo del lavoro, dove la percentuale di denunce e' del 19,6%, 8 punti in piu' rispetto all'11,3% archiviato nel 2010. Stabile l'andamento nella vita pubblica (16,7%) e in leggero calo (10,9%) i casi relativi all'erogazione di servizi da parte di enti pubblici e in quelli attinenti la casa (6,3% contro l'8,9). La maggior parte delle persone che hanno segnalato casi di discriminazione sono di nazionalita' italiana.

Ma, sottolinea l'Unar, le vittime, 1 su 4, sono per lo piu' cittadini provenienti dall'Europa dell'Est e dai Balcani (25%, contro il 23,3% del 2010); il 16,6% dall'Africa del Nord (era il 21 due anni fa) e il 13,8 dall'America Latina (9,8). In prevalenza erano di sesso maschile (56,4%) nel 2011 le persone al centro di atti di discriminazioni, facendo segnare un'inversione di tendenza rispetto al 2010, quando a prevalere sono state le vittime di sesso femminile.

E anche i testimoni tendono a essere di sesso maschile, raggiungendo nel 2011 una percentuale del 58,4%. Nessun cambiamento sostanziale sotto il profilo anagrafico delle vittime: sia nel 2010 sia nel 2011 gli under 35, ricorda il rapporto dell'Unar, hanno rappresentato il 40% delle vittime; nel segmento di eta' successivo (35-64 anni) si ha invece un sostanziale equilibrio rispetto all'anno precedente (57,9 contro il 58,5% del 2010).

Come piu' volte sottolineato in sede Ue, rammenta il rapporto, la condizione di molti Rom, Sinti e Caminanti continua a essere caratterizzata da discriminazione, esclusione sociale e poverta' estrema. Recentemente il nostro Paese, ricorda l'Urar, e' stato oggetto di monitoraggio da parte dell'Onu, anche a seguito degli eventi di razzismo verificatisi sul territorio e, alla luce della recrudescenza di comportamenti razzisti. Per questa ragione nella relazione si evidenzia la necessita' ''di un salto di qualita' per l'adozione, da parte del Governo, di un piano organico di prevenzione e contrasto dei fenomeni di discriminazione razziale''.

Fonte Ansa

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